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Pochi sali minerali possono portare alla depressione 

Alimentazione e salute mentale. È stato dimostrato scientificamente che la carenza cronica di sali minerali potrebbe determinare l'insorgenza di sintomi depressivi

di Alessandra Montelli
Credits: 

Photoshot

 

Sempre più numerose evidenze scientifiche rilevano l'importanza della corretta alimentazione per il mantenimento della salute mentale.

Il cervello è un organo ad elevato consumo energetico e la carenza calorica prolungata può provocare alterazioni biochimiche che inficiano il corretto funzionamento dei circuiti nervosi.

L’apporto di carboidrati, proteine e grassi è infatti indispensabile per la produzione continua di neurotrasmettitori, i mediatori chimici rilasciati durante la trasmissione degli impulsi nervosi che sostengono le attività cerebrali come il sonno, il pensiero e l’elaborazione delle emozioni.

La presenza di sintomi depressivi è spesso osservata negli individui cronicamente in deficit calorico. I carboidrati e gli amminoacidi essenziali sono infatti necessari per la sintesi del principale neurotrasmettitore con effetto sedativo, la serotonina.

La carenza di particolari vitamine e minerali sembra anch’essa implicata nell’insorgenza di alcuni disturbi delle facoltà intellettive, tra cui la perdita di memoria, l’instabilità emotiva e l’irritabilità.

Vitamine per l'umore
Le vitamine introdotte con la dieta (tiamina, folati, niacina, vitamina B6, E e A) sono infatti richieste sia per la produzione di neurotrasmettitori che per il mantenimento dell’integrità strutturale della membrana dei neuroni.

I folati sono importanti cofattori enzimatici coinvolti nel metabolismo degli amminoacidi. La deficienza cronica di folato può, oltre ad essere dannoso per il sistema cardiovascolare, determinare l’insorgenza di sintomi psicologici tipici della depressione, probabilmente attraverso una riduzione dei livelli di serotonina.

Le carenze di ferro, magnesio, manganese, rame, zinco e selenio possono invece provocare difetti nell’ossigenazione cerebrale e dell'eccitabilità nervosa, causando una serie di disturbi mentali.

Il magnesio, le cui fonti principali sono frutta e verdura, è infatti necessario per la corretta trasmissione degli impulsi nervosi e la sua deficienza può determinare irritabilità, instabilità mentale e difficoltà di concentrazione.

Lo zinco, principalmente contenuto nelle carni rosse e nei latticini, è invece richiesto per l’integrità della membrana neuronale e la sua carenza può tradursi in disturbi neurologici che si manifestano sia a livello sensoriale che nella facilità di affaticamento e agitazione.

Di fronte a queste carenze nutrizionali l’organismo può arrestare alcune funzioni fisiologiche non essenziali, influenzando indirettamente l’attività cerebrale.

Nel presente studio, i ricercatori del dipartimento di psichiatria della Deakin University, Australia, hanno analizzato un ampio campione di donne, ricercando una possibile relazione tra l’apporto giornaliero di alcuni micronutrienti e l’incidenza di disturbi depressivi e ansia.

In particolare, gli autori hanno esaminato l’apporto giornaliero di magnesio, folati e zinco, attraverso questionari alimentari auto-somministrati, parallelamente alla valutazione dello stato di salute mentale delle partecipanti, quest’ultimo esplorato mediante un questionario standardizzato per riconoscere la presenza di disturbi psicologici.

Dopo la correzione dei dati per le calorie giornaliere, i risultati hanno dimostrato che per ogni aumento della deviazione standard relativa all’apporto dei tre micronutrienti la probabilità di sviluppare i sintomi tipici della depressione cronica si riduceva in modo significativo.

Questa associazione veniva confermata dalla relazione di tipo inverso tra i livelli dei micronutrienti e i punteggi ottenuti attraverso il questionario alimentare. Diversamente, l’analisi non ha dimostrato alcuna associazione tra i micronutrienti e i sintomi dell’ansia.

Spesso, la deficienza, anche multipla, di questi micronutrienti può passare inosservata e la situazione può essere ulteriormente aggravata dalla presenza di patologie che ostacolano l’assorbimento dei nutrienti o ne aumentano la richiesta.

Occorre infine ricordare che l’alcolismo, oltre ad influenzare il sonno e l’umore, rappresenta una delle principali cause di deficienza nutrizionali, in quanto le bevande alcoliche forniscono calorie in eccesso senza tuttavia alcun minerale o vitamina.

Fonte: Jacka FN, Maes M, Pasco JA, Williams LJ Nutrient intakes and the common mental disorders in women. J Affect Disord. 2012 Mar 5.

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