Quanto contano le misure? 

Un lettore si chiede se i centimetri sono così importanti per far felice una donna. Abbiamo girato la domanda al sessuologo. Ecco cosa ne pensa

di Maria Elena Barnabi  - 16 Marzo 2006

Alex si è registrato sul nostro sito (www.donnamo derna.com) e ha creato un forum dal titolo “Quanto”. Semplicemente chiede: quanto contano le dimensioni del pene per rendere felice una donna? Sul sito ne stanno parlando da mesi e non sono ancora arrivati a una conclusione. Così abbiamo deciso di girare la domanda a un esperto. «Le dimensioni del pene contano eccome per il piacere femminile. Ma solo da un punto di vista psicologico» risponde il professor Emmanuele A. Jannini, sessuologo medico dell’Università dell’Aquila. «Il pene, da sempre, è il simbolo della virilità: più è grande, più l’uomo è considerato potente. E poiché la virilità è una caratteristica eccitante, può capitare che le donne abbiano più voglia di fare l’amore e quindi siano più sensibili quando hanno a che fare con un uomo ben dotato». Insomma conta di più l’idea che la sensazione fisica in sé, proprio perché l’organo sessuale più importante è il cervello.

Sulla questione dei centimetri, inoltre, bisogna fare qualche precisazione: intanto la vagina è un organo elastico, pronto ad accogliere anche un pene di dimensioni modeste. E poi molti uomini credono di essere poco dotati e invece rientrano ampiamente nella norma. Secondo una ricerca della Società italiana di andrologia (tel. 06806913 01, www.andrologiaitaliana.it) la lunghezza media del pene in erezione è di 13 centimetri, mentre la media mondiale va dagli 11 ai 18 centimetri. E i medici parlano di “sindrome del micropene”, cioè di dimensioni che creano problemi durante i rapporti, al di sotto dei 7 centimetri in erezione. Se comunque si vuole ottenere il massimo esistono alcuni modi di fare l’amore che danno sensazioni più intense.

«In questo caso sono utili gli antichi testi orientali di tecniche amatorie, come il kamasutra: gli asiatici, come etnia, non sono particolarmente dotati e quindi hanno studiato una serie di trucchi per rendere più piacevole il rapporto per entrambi» consiglia l’esperto. Uno di questi è di sfruttare la naturale forma del pene, più grosso sulla punta. Se si fa l’amore nella posizione “a cucchiaio” o in generale da dietro, la punta stimola la parete anteriore della vagina, in cui sono concentrate terminazioni nervose molto sensibili, della radice del clitoride. Oppure si può lasciare lei sopra, così c’è una penetrazione più profonda. «Ma il modo migliore per essere bravi amanti è proprio quello di non pensare alle dimensioni» conclude l’esperto. «L’amore si fa con tutto il corpo, non solo con una parte».

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