Quel piacere che si fa attendere 

Abbiamo raccolto l'Sos di una lettrice che non raggiunge l'orgasmo. Lei soffre e si crede sbagliata. Ma non è così

di Maria Elena Barnabi  - 08 Febbraio 2006

Ho 21 anni e non ho mai avuto un orgasmo. Quindi non lo posso neppure fingere. In più nel sesso  mi sento impacciata e grossolana. Morale: alla fine i ragazzi mi mollano perché dicono di non sentirsi desiderati. Che cosa posso fare? Aiutatemi!». L’Sos di Marinella è arrivato in redazione qualche giorno fa e abbiamo deciso di usare la sua lettera come spunto per scrivere un articolo. Perché sono tante le ragazze che non sono ancora riuscite a provare il massimo del piacere.

«È vero. Ed è giusto usare la parola “non ancora” perché quello che sembra un ostacolo insormontabile non lo è» assicura la psicosessuologa Roberta Rossi. «Al di là dei casi in cui ci sono veri e propri blocchi, magari dovuti a traumi e violenze, spesso il problema è semplice: alcune donne non conoscono il loro corpo e non sanno come funziona». E come si fa a conoscersi? Con la nostra esperta abbiamo pensato a tre tappe.

La prima è leggere un manuale di sessualità. «Ce ne sono di molto chiari che davvero possono aiutare» dice la dottoressa Rossi. «Quello che consiglio di più è Il piacere tutto mio di Sylvia de Bejar (Tea), interamente dedicato all’orgasmo femminile.

La seconda tappa è lasciare andare la fantasia, coltivare quello che noi esperti chiamiamo “l’immaginario erotico”. Basta pensare a quella volta che si è fatto l’amore in un certo modo molto piacevole anche senza raggiungere l’orgasmo, oppure a quel ragazzo particolarmente sexy incontrato sul tram. Non bisogna aver paura di osare: avere il coraggio di vivere i propri istinti è fondamentale per arrivare all’orgasmo».

E così si giunge alla terza tappa del cammino verso il piacere: le carezze. «L’autoerotismo può essere una vera e propria terapia e aiutare veramente a provare piacere» dice l’esperta. «Ma molte non si accarezzano perché non sanno come fare. Allora bisogna prendere la cosa alla lontana, magari esplorando il corpo quando si fa la doccia, alla ricerca delle zone più sensibili. Se poi le carezze vengono associate ai pensieri erotici, allora tutto diventa più facile, le mani possono seguire il ritmo dei pensieri e allora l’orgasmo sboccerà da solo. Ma se tutto questo non succede forse è il caso di parlarne con un sessuologo».

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