Se il dolore chiude la porta al piacere 

Quando si ha paura dei rapporti completi, la prima cosa da fare è sciogliere le tensioni. Fisiche e di coppia. Parola di sessuologo

di Giusy Cascio  - 16 Marzo 2007
Tag: sesso, orgasmo

È la paura che blocca l'amore, il dolore segreto delle donne. Stiamo parlando del vaginismo, un disturbo sessuale che sta alla base di una vera e propria angoscia della penetrazione. È un problema delicato e molto più diffuso di quanto si pensi» spiega la ginecologa Alessandra Graziottin, psicoterapeuta e direttore del Centro di ginecologia e sessuologia medica al San Raffaele Resnati di Milano. «Gli ultimi dati dimostrano addirittura che è la prima causa femminile dei cosiddetti matrimoni bianchi, cioè non consumati. Perché ci sono donne che rinunciano totalmente alla vita sessuale, nel timore di soffrire troppo. E i partner, pur dimostrando tutto il loro affetto, la vicinanza e la tenerezza, a letto hanno paura di far male alla propria compagna. Quindi preferiscono astenersi dai rapporti».

Ma come si può tornare a una sessualità serena? La prima cosa da fare è lavorare sul corpo, capire che esiste anche un piacere che non fa male. «Alcune donne sono convinte di essere fisicamente sbagliate e di avere una vagina troppo stretta per poter fare l'amore» dice la dottoressa Graziottin. «Invece è l'organo forse in assoluto più elastico». Ma la sua elasticità può essere condizionata dalla tensione dei muscoli che la circondano. Va tutto bene quando c'è desiderio sessuale e si distendono. A volte si possono anche muovere ritmicamente per aumentare il proprio piacere e quello del compagno. «Nelle donne con vaginismo, invece, questa zona si contrae in modo involontario ed eccessivo» chiarisce l'esperta. «Ed è proprio questo movimento che dà a lei la sensazione di “avere un muro lì”».

In questi casi il ginecologo può insegnare alla donna gli esercizi specifici per riprendere confidenza con se stessa e rilassare la zona pelvica. «Se serve, anche con il supporto di una terapia farmacologica adeguata» aggiunge Alessandra Graziottin. «Tuttavia, oltre ai fattori fisici, alla base del vaginismo ci sono spesso anche problemi psico-sessuali di coppia. Come una scarsa intimità erotica, o la difficoltà di lui a mantenere l'erezione». Allora può succedere che la vagina “chiuda la porta”, proprio come si chiudono gli occhi quando non si vuole vedere una situazione sgradevole. E per riconquistare una vita sessuale gioiosa diventa necessario chiedere il parere di un sessuologo. Con un percorso mirato, l'esperto saprà far venire a galla le emozioni che ostacolano il piacere. «In genere, già nell'arco di circa quattro o cinque mesi si potranno notare sensibili miglioramenti» assicura Alessandra Graziottin.

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