Se lui dice: «Stasera no» 

Gli uomini sono sempre pronti a fare sesso? No. È un luogo comune

di Maria Elena Barnabi  - 30 Marzo 2005

Fai per abbracciarlo e lui si allontana. Cerchi di baciarlo, e lui ti sorprende dicendo: «Cara, questa sera no». Di fare l'amore proprio non ne ha voglia. E subito in te si scatenano i pensieri più pessimisti: non ti trova attraente, ha smesso di desiderarti, magari non ti ama più. «L'errore è  quello di non pensare alla soluzione più ovvia: è solo un momento. E domani, forse, tutto sarà passato» spiega Bruno Giammusso, andrologo dell'Università di Catania. «Perché non è vero che i maschi hanno sempre voglia di fare l'amore. Anche il loro desiderio, come quello delle donne, ha alti e bassi del tutto fisiologici».

Questi sbalzi sono dovuti innanzitutto al testosterone, l'ormone che determina la libido, i cui livelli possono variare moltissimo addirittura di ora in ora. Tant'è vero che per stabilire il tasso di testosterone si eseguono vari prelievi in momenti diversi della giornata e poi si fa una media. «Questo ciclo è differente da uomo a uomo: ecco perché alcuni preferiscono avere rapporti alla sera e altri al mattino» precisa l'esperto. «Ma non conta solo il corpo: alla base del meccanismo che fa nascere il desiderio ci sono anche fattori psicologici.

Quando un uomo è giù di corda, oppure è stressato o in ansia, il suo cervello produce alcune sostanze che confluiscono alla corteccia limbica, da dove partono gli impulsi per l'erezione, e spengono il desiderio sessuale» continua l'andrologo. «Capita soprattutto agli uomini che fanno professioni impegnative e cariche di responsabilità. Per descrivere questi cali di libido noi specialisti parliamo di sindrome dell'avvocato». E quando il proprio partner ha uno di questi momenti no, l'unica cosa da fare, assicurano gli esperti, è dargli tempo, aiutarlo a rilassarsi, a non pensare ossessivamente al lavoro. E soprattutto bisogna evitare di tenerlo sotto pressione. «Conviene aspettare che sia lui a prendere l'iniziativa» consiglia il professor Giammusso.

«Senza però colpevolizzarlo o fargli il terzo grado. Chiedere in modo insistente il perché del suo rifiuto e mettere in dubbio il suo amore gli creerebbe solo più ansia e rischierebbe di inaugurare un circolo vizioso in cui tensione alimenta tensione. E addio desiderio». Nulla impedisce, però, di farsi tante coccole: dormendo abbracciati, stando seduti vicini sul divano. Non è proprio come fare l'amore, ma mantiene viva l'intimità.

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