Sempre stanca? È colpa del DNA 

Una ricerca americana rivela che c'è una stretta correlazione tra patrimonio genetico e qualità del sonno

di Neva Ganzerla  - 27 Ottobre 2010
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Tag: sonno, dormire, riposo

Se vi sentite stanchi e spossati nonostante le lunghe ore di sonno, potrebbe non essere colpa dello stress quotidiano o del letto sbagliato, ma del vostro corredo genetico.
 
Uno studio effettuato dall'Università di Philadelphia (Pennsylvania) ha scoperto che chi presenta il gene DQB1*0602 nel proprio DNA accusa più degli altri la carenza di sonno poiché dorme meno profondamente e si sveglia molte volte durante la notte.
 
Per arrivare a queste conclusioni, il team coordinato da Namni Goel ha osservato il sonno di 129 volontari, adulti sani, di cui 37 presentavano il gene incriminato e 92 no.
 
Ai 129 pazienti è stato chiesto di dormire in laboratorio per una settimana. La prima notte hanno dormito 10 ore, le altre notti erano loro concesse solo 4 ore di sonno, impegnando il tempo in giochi, letture e attività che li tenessero svegli.
Ogni notte il sonno veniva monitorato e di giorno i pazienti erano sottoposti a test di autovalutazione del sonno.
 
È emerso che i portatori del gene avevano avuto il sonno diverso dai non portatori: infatti si svegliavano 4 volte per notte, anche quando potevano dormire solo 4 ore, e la fase di sonno profondo e ristoratore durava solo 34 minuti per le 10 ore di sonno e 29 minuti per le 4 ore (contro i 43 e 35 minuti dei non portatori).
Inoltre lamentavano sempre di essere più assonnati, anche se dormivano 10 ore.
 
Lo studio ha sottolineato infine che chi presenta il gene raggiungeva la fase REM moltio più velocemente degli altri, caratteristica tipica di chi soffre di narcolessia.
 
La dottoressa Goel afferma che questo studio servirà a porre le basi per la ricerca sui disturbi del sonno, sia comuni che rari.  

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