Allergia ai pollini: cosa non mangiare 

L'allergia ai pollini prevede una serie di strategie per ridurre i rischi e migliorare i sintomi. Tra queste, alcune regole alimentari da seguire nei periodi clou

di Serena Allevi

 

L'allergia ai pollini è molto diffusa e coinvolge persone di ogni età. Inoltre, la pollinosi è in costante aumento e, per questo motivo, il trattamento del soggetto allergico (prevenzione, cura) è sempre più al centro dell'attenzione della comunità medico-scientifica. Quando si presenta una sintomatologia verosimilmente allergica (rinite, congiuntivite, orticaria, flushing, edemi di varia entità, asma), è di fondamentale importanza sottoporsi immediatamente a una visita allergologica per definire la strategia più adatta al singolo caso. Quest'ultima passa, per forza di cose, dall'individuazione dell'allergene (o degli allergeni) attraverso specifiche prove allergiche. Una volta isolato il polline "incriminato", anche la dieta è da rivedere. Infatti, alcuni cibi potrebbero funzionare da veri e propri allergeni, raddoppiando la già debilitante sintomatologia allergica oppure ostacolandone il miglioramento

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