Allergia ai pollini: cosa non mangiare

Credits: Corbis
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L'allergia ai pollini si può manifestare anche all'improvviso nel corso della vita. Il trattamento dei soggetti allergici, considerato il costante aumento di questa fetta della popolazione, è diventato quindi una priorità.

È, infatti, importante che le forme allergiche non siano mai sottovalutate poiché potrebbero evolversi e sfociare in manifestazioni gravi. La prima cosa da fare, non appena si sospetta di soffrire di allergia, è sottoporsi a una visita specialistica dall'allergologo. Il medico, in questa sede, prescriverà le prove allergiche più indicate per il caso specifico.

Lo scopo è quello di individuare con certezza l'allergene (o gli allergeni) responsabile dell'allergia. A questo punto, si potrà pianificare una strategia personalizzata: prevenzione del rischio e terapia per la sintomatologia allergica. Quest'ultima, di solito, prevede l'impiego di farmaci antistaminici (di "vecchia" o nuova generazione) e, all'occorrenza, di cortisonici topici o sistemici.

Inoltre, anche il tipo di alimentazione può svolgere un ruolo chiave: nei periodi a rischio, infatti, è bene evitare di consumare i cibi-allergeni (variano a seconda del polline a cui si è allergici) che potrebbero raddoppiare la sintomatologia. Allo stesso modo, è indicata una riduzione di quegli alimenti ricchi di istamina o istamino-liberatori.

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L'allergia ai pollini prevede una serie di strategie per ridurre i rischi e migliorare i sintomi. Tra queste, alcune regole alimentari da seguire nei periodi clou

 

L'allergia ai pollini è molto diffusa e coinvolge persone di ogni età. Inoltre, la pollinosi è in costante aumento e, per questo motivo, il trattamento del soggetto allergico (prevenzione, cura) è sempre più al centro dell'attenzione della comunità medico-scientifica. Quando si presenta una sintomatologia verosimilmente allergica (rinite, congiuntivite, orticaria, flushing, edemi di varia entità, asma), è di fondamentale importanza sottoporsi immediatamente a una visita allergologica per definire la strategia più adatta al singolo caso. Quest'ultima passa, per forza di cose, dall'individuazione dell'allergene (o degli allergeni) attraverso specifiche prove allergiche. Una volta isolato il polline "incriminato", anche la dieta è da rivedere. Infatti, alcuni cibi potrebbero funzionare da veri e propri allergeni, raddoppiando la già debilitante sintomatologia allergica oppure ostacolandone il miglioramento

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