La spesa etica 

È quella di chi porta a casa gli alimenti ottenuti senza sfruttare i lavoratori, né ricorrere alla manodopera dei bambini o sconvolgere le regole sociali dei paesi in via di sviluppo. Sono tantissimi, dal caffè alle bevande, dal cioccolato al riso. In questa pagina chi distribuisce i prodotti equosolidali

di Manuela Soressi  - 20 Novembre 2010
 

I contrassegni
Unire la qualità al rispetto dei diritti dei lavoratori si può.Molte aziende hanno siglato accordi nei Paesi in via di sviluppo. Qui i marchi che le distinguono.

CTM ALTROMERCATO È un consorzio no profit di Botteghe del Mondo che aderisce alla Wfo (World fairtrade organization). I suoi prodotti si riconoscono dal marchio Altromercato.
COSA GARANTISCE: rapporti commerciali che rispettano il benessere sociale, economico e ambientale dei piccoli produttori del mondo.Questo significa creare opportunità per i produttori svantaggiati grazie a rapporti continuativi e a prezzi equi, formare i lavoratori e combattere l’impiego di manodopera minorile.
DOVE SI TROVA: sui prodotti di 150 organizzazioni di 40 Paesi, come caffè, biscotti, tè, frutta fresca e bibite (www.altromercato.it ).

FAIRTRADE Certifica i prodotti equosolidali gestiti dall’omonimo consorzio che fa parte dell’organizzazione internazionale Flo (Fairtrade labelling organizations international).
COSA GARANTISCE: che sono realizzati senza sfruttare le popolazioni o causarne maggiore povertà. In pratica, i dipendenti firmano contratti di lunga durata e vengono pagati in modo equo e costante. In più, viene riconosciuto un premio che deve essere reinvestito in progetti per lo sviluppo delle comunità locali.
DOVE SI TROVA: su cibi e bevande di 827 organizzazioni di 60 Paesi, dalle banane al cacao, dai succhi di frutta allo zucchero (www.equo.it ).

SA 8000 Indica uno standard che promuove il rispetto della persona e dei suoi diritti basato su un codice internazionale.
COSA GARANTISCE: retribuzione e orario di lavoro equi, sicurezza, libertà di associazione, lotta alle discriminazioni e all’impiego di minori. Per ognuno di questi elementi il disciplinare SA8000 prescrive i comportamenti che devono tenere l’azienda e i fornitori.
DOVE SI TROVA: è stato adottato da oltre 1.000 aziende in 55 nazioni. Come Granarolo, per esempio, impegnata a migliorare il rapporto con i lavoratori e a diffondere modelli più equi di lavoro e di rispetto umano (www.granarolo.it).

L’ATTESTATO CHE FA LA DIFFERENZA
Si chiama “Prodotto Certificato” ed è rilasciato da un organismo esterno. Trovarlo sulla confezione significa che il prodotto rispetta i requisiti e le caratteristiche dichiarate dal produttore. Lo scelgono le aziende che vogliono sottolineare il valore aggiunto dei loro prodotti, per esempio il fatto che una merendina non contenga grassi idrogenati o che la carne provenga da una razza pregiata, come la "Piemontese". Questo attestato garantisce che il prodotto ha effettivamente le caratteristiche sottolineate dal produttore sulla confezione o in pubblicità e che lo differenziano dai concorrenti. Non garantisce, invece, tutto quello che esula dalla certificazione. Quindi, il pollo può sì essere “ruspante” ma non per questo è anche di maggiore qualità. Questa garanzia si trova su 175 prodotti, per esempio sui prosciutti Fiordicotto Fiorucci, che rispettano parametri come l’assenza di fosfati, di caseinati e lattosio e di glutine aggiunti (www.fioruccifood.it)

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