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Le facce da runner non sono wellness 

Hai mai notato che certe fanatiche dello sport hanno il viso sciupato? Soprattutto quelle che corrono molto, tutti i giorni, senza proteggere la pelle. Sì, anche lo sport deve essere praticato con misura. Senza superare certi limiti di buon senso

di Marco Bonarrigo  - 16 Aprile 2012
Credits: 

Kika - Nicollette Sheridan

 

Negli Usa le chiamano “facce da runner”. Sono i volti delle donne che praticano tanta attività fisica, con la pelle inaridita dal sole, ispessita dalla fatica e invecchiata. Perché se lo sport fa bene, in eccesso fa male, soprattutto all’epidermide. I motivi sono diversi: quando si brucia troppo si perde tutto il grasso, il corpo diventa mascolino e quindi anche il viso ne risente, “svuotandosi” e perdendo tono. E, in più, aumenta la produzione di radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento.

Finora si sapeva che l’attività fisica moderata (trenta minuti di running o bicicletta tre volte alla settimana) produce sì radicali liberi ma aumenta anche la capacità dell’organismo di smaltirli. Adesso, una ricerca appena pubblicata su un’autorevole rivista medica (European Journal of Applied Physiology) dal Dipartimento di dermatologia dell’Università Charité di Berlino, sostiene che questa “compensazione” non vale per la pelle: basta superare i tre allenamenti alla settimana perché diminuisca la presenza nell’epidermide di betacarotene e licopene, che vengono utilizzati dall’organismo per combattere i radicali liberi prodotti nello sforzo.

Sulle mani e soprattutto sulla fronte, la concentrazione di queste sostanze si riduce fino al 20 per cento se l’attività è moderata, in percentuali superiori in chi è “sport addicted” e quindi corre o pedala tutti i giorni. Una pelle con meno antiossidanti, spiega a conclusione della ricerca il professor Juergen Lademann, coordinatore dello studio, invecchia più rapidamente ed è più vulnerabile quand’è esposta al sole.

Una notizia da tener presente visto che in Italia cresce il numero delle appassionate dell’attività fisica nella fascia d’età dai 30 ai 50 anni. Lo rilevano gli ultimi dati del Coni e dell’Istat, secondo cui ogni anno sono duecentomila quelle che iniziano a fare sport regolarmente, e giustamente, per stare meglio e sentirsi più belle. Insomma, siamo di fronte a un paradosso. Una quantità moderata di sport è ideale per prevenire le malattie cardiovascolari, migliorare le difese immunitarie e mantenersi in linea, ma sembrerebbe già sufficiente per mettere in crisi la salute della pelle.

Correre ai ripari si può e con poche, semplici precauzioni. «L’epidermide è il primo schermo verso l’esterno» spiega il dermatologo Giuseppe Parodi. «Il consumo di ossigeno durante lo sforzo fa crescere la produzione di radicali liberi. Se poi ci si espone al sole e all’aria in tutte le stagioni, il rischio sale. Già durante gli allenamenti di primavera bisognerebbe usare un latte solare con azione antistress, come quelli che contengono i flavonoidi ricavati dall’uva» prosegue il dottor Parodi.

«Poi è importante fare scorta di betacarotene e licopene, che si trovano in certi cibi. Infine, possono aiutare le creme antiaging a forte azione antiossidante, cioè quelle ricche di sostanze come il resveratrolo». Ma il consiglio è di usarle subito dopo lo sforzo: in questa fase sono molto più efficaci.

Secondo lo studio tedesco, la cute ha maggiore bisogno di antiossidanti nei 100 minuti successivi alla fine della corsa. È in questa finestra temporale, immediatamente dopo la doccia, che bisogna intervenire. Aspettare la sera per applicare una crema, quindi, significa lasciare “affamata e dolorante” l’epidermide.

In America lo sanno e per questo impazzano le “bende facciali”. Perfino il New York Times ha dedicato spazio al Face Wrap, questa nuova tecnica per la bellezza della pelle, che le patite del running utilizzano dopo l’allenamento. Si tratta di una sorta di lifting non chirurgico inventato in Florida dal consulente di bellezza Vick Southard. «Consiste in una fasciatura stretta che copre mento, fronte e guance e rilascia gradualmente le sostanze (un mix di sali e sostanze minerali inorganiche) di cui viene imbevuta, ridando alla pelle nutrimento, tono e forma» spiega Southard. «Bastano due o tre applicazioni alla settimana di un’ora e gli effetti sono visibili e duraturi: pelle più soda e rughe meno accentuate, senza bisturi o infiltrazioni di sostanze chimiche».

I cibi amici della pelle delle sportive
Anche a tavola le sportive possono proteggere la pelle. «Gli antiossidanti, come le antocianine dei frutti di bosco, sono utili alla vista, alla circolazione e alle funzioni cognitive. Per l’epidermide di chi fa sport, però, ci vogliono soprattutto i carotenoidi» consiglia Evelina Flachi, specialista in Scienza dell’alimentazione. «Si trovano in concentrazioni più alte in alcuni ortaggi: le carote, per esempio (ottime se centrifugate, perché se ne mangiano di più), gli spinaci (serviteli con limone o fettine di mango, ricchissimi anch’essi di carotenoidi) e i pomodori, in cui, se maturi, abbonda anche il licopene. Alcune varietà da agricoltura biologica di questo ortaggio vantano addirittura contenuti doppi della sostanza rispetto a quelle standard». Il consiglio è di non sbucciarli: «Il licopene è contenuto soprattutto nella buccia e aumenta durante la cottura» conclude l’esperta.

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