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TBC: nuovi casi a Milano, Ferrara e Parma 

Scoperti in due scuole e in un comprensorio carcerario alcuni casi di tubercolosi. L'ASL garantisce che per ora è esclusa l'emergenza sanitaria

di Neva Ganzerla  - 09 Marzo 2011
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iStockPhoto

 

Ritorna la tubercolosi in Italia e si diffonde nei luoghi a più alta concentrazione di persone: scuola e carcere.
Milano, Ferrara e Parma i centri ora sotto osservazione, ma l'ASL ancora non ha lanciato l'allarme se non tra i medici che trattano abitualmente i contagiati.
 
Il focolaio milanese è concentrato all'interno dell'Istituto Leonardo da Vinci, una scuola elementare frequentata da 944 bambini.
Il test di Mantoux, effettuato nei giorni scorsi su tutti gli alunni ha portato alla luce quindici casi di tubercolosi conclamata e tre di natura non contagiosa.
Nessun adulto, né tra il personale scolastico né tra i genitori, ha contratto la malattia.
L'ASL ha dichiarato che non c'è necessità di chiudere la scuola o limitarne l'accesso, ma i medici e i pediatri di zona sono stati informati sulla gestione delle terapie preventive e curative.
 
Anche a Ferrara sono i bambini ad essere stati colpiti dalla TBC.
Due casi sono stati registrati in un asilo nido ed è stato istituito un gruppo di intervento immediato che sta monitorando l'evoluzione dei contagi tra i bambini e tra gli adulti.
 
A Parma si è riscontrato un solo caso all'interno della casa circondariale cittadina, ma è venuta alla luce una situazione sanitaria rischiosa: in seguito al ricovero di una agente affetto da TBC, il Segretario Generale della Polizia Penitenziaria, Giovanni Battista Durante, ha denunciato l'altissimo rischio "Per gli agenti di contrarre malattie contagiose a causa della promiscuità nelle carceri. Sarebbe opportuno che il personale della polizia potesse sottoporsi periodicamente allo screening per le patologia infettive come la tubercolosi, ma anche l'epatite, l'AIDS e altre".
 
Proprio ieri, Ignazio Marino, Presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale, è intervenuto a margine di un incontro dell'Osservasalute, denunciando la necessità di un massiccio intervento economico nel campo della salute pubblica.
 
Afferma Marini: "Oltre all'accesso alle cure, esiste da tempo un impoverimento di investimenti nella nostra sanità. Il sistema sanitario italiano ha oggi bisogno di rinnovarsi e diventare più moderno dal punto di vista strutturale, tecnologico, organizzativo e dei servizi offerti. Il 60% dei nostri ospedali è stato costruito prima della seconda guerra mondiale''.
Secondo Marino però "Non si può sperare in significativi aumenti della dotazione finanziaria per i prossimi anni a causa dei vincoli di bilancio imposti dal Patto per la Salute 2010-2012, è quindi necessario recuperare le risorse attraverso la riduzione severa e rigorosa degli sprechi".

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