Quanto conosci il dolore?  

METTITI ALLA PROVA COL NOSTRO VERO O FALSO

di DonnaModerna.com consiglia  - 27 Settembre 2013
 
  • Il dolore va sopportato, non è necessario rivolgersi al medico per questo disturbo

FALSO. Il dolore non è una condizione inevitabile e può essere trattato. Ogni cittadino ha diritto per Legge a non soffrire, pertanto è un preciso obbligo del clinico lenire e curare la sofferenza del paziente, di qualunque tipologia essa sia. In caso di dolore, è dunque opportuno rivolgersi al proprio medico, evitando di ricorrere per lungo tempo all’automedicazione.

  • Il dolore è un sintomo oggettivo, uguale per tutti i pazienti

FALSO. L’Associazione Internazionale per lo studio del dolore, definendolo un’esperienza sensitiva ed emotiva spiacevole, ne ha evidenziato la natura soggettiva, spiegando che ogni individuo ha una propria percezione del dolore. Inoltre, quando diventa un disturbo cronico, non è più un semplice sintomo ma una vera e propria malattia e, come tale, va trattata.

 

  • Il dolore può essere misurato

VERO. Per poterlo curare, infatti, il dolore deve essere misurato, così come sancito dalla Legge 38. Esistono scale validate scientificamente che permettono di farlo. Un esempio è la NRS (Numeric Rating Scale): in un intervallo da 0, che corrisponde all’assenza di dolore, a 10, livello massimo di dolore immaginabile, il paziente deve indicare il numero della scala corrispondente all’intensità del dolore percepito.

 

  • Il dolore cronico è sempre legato alla presenza di un tumore

FALSO. Nel 75% dei casi è una sofferenza con cui convivono ogni giorno milioni di pazienti, senza presentare alcuna patologia neoplastica. In Italia sono circa 15 milioni le persone che soffrono di dolore cronico non oncologico, pari al 26% della popolazione.

 

  • Anche i bambini provano dolore

VERO.  I bambini soffrono e, come gli adulti, hanno diritto a essere curati in maniera idonea.  Secondo una recente indagine svolta dalla FIMP, il dolore è la causa di circa la metà delle visite effettuate ogni anno dai pediatri di famiglia italiani. Anche la Legge 38 cita espressamente il diritto alla terapia del dolore e alle cure palliative a livello pediatrico e ha pertanto istituito specifiche reti d’assistenza.

 

  • I FANS, se usati per periodi prolungati, possono avere seri effetti collaterali

VERO. Gli antinfiammatori non steroidei sono indicati per il trattamento del dolore acuto di intensità lieve-moderata. Non vanno impiegati per più di 2 o 3 settimane. In caso di uso improprio possono, infatti, procurare danni gastrici, renali e cardiovascolari. L’Agenzia Italiana del Farmaco ha espressamente controindicato l’assunzione di questi farmaci per i pazienti affetti da patologie cardiovascolari.

 

  • I farmaci oppioidi si devono prescrivere solo ai malati terminali

FALSO.  Gli oppioidi hanno la caratteristica di agire sulle diverse componenti del dolore: somatica (da lesione tissutale), viscerale (a carico di organi interni) e neuropatica (a livello dei nervi). Questo li rende un’opzione terapeutica utile non solo per il trattamento del dolore da cancro ma anche nei casi di dolore cronico non oncologico. Di conseguenza, è scorretto e limitativo considerarli puramente dei farmaci per le cure di fine vita. Il ricorso a un oppioide in alternativa ai FANS consente di controllare il dolore con minori effetti indesiderati a carico dell’organismo.

 

  • Gli analgesici oppioidi, se usati correttamente, non causano dipendenza

VERO.  Numerose evidenze scientifiche dimostrano che questi farmaci non sono pericolosi. La dipendenza è un fenomeno che può presentarsi in chi fa uso di sostanze oppiacee per raggiungere “paradisi artificiali”. E’ invece estremamente improbabile che possa svilupparsi in un paziente trattato con oppioidi a scopo analgesico perché, quando si ha dolore, non si attivano le aree cerebrali coinvolte nei meccanismi della dipendenza.

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