Il virus H1N1 aiuta la ricerca 

Il virus dell'influenza A colpisce ancora in Italia, ma i ricercatori hanno scoperto che questo virus può rivelarsi utile a creare un nuovo vaccino

di Neva Ganzerla  - 12 Gennaio 2011
 

Ritorna in Italia lo spettro del virus H1N1.
Dopo il caso del 51enne di Zapponeta (FG) deceduto domenica notte, si sono accertati in Puglia altri due casi gravi, a Lecce e a Barletta.
 
L'Istituto Superiore di Sanità avverte che la ricomparsa del virus raggiungerà l'apice tra fine gennaio e inizio febbraio ed esorta la popolazione a ricorrere al vaccino, soprattutto per le categorie a rischio, come i malati cronici e gli over 65, le due categorie più colpite dall'influenza.
 
I contagi e i decessi sono peròinferiori a quelli che il Ministero si aspettava, quindi, nonostante i casi italiani accertati, non è scattata l'allerta sanitaria.
 
Nonostante però il virus dell'influenza A faccia molta paura, i ricercatori della Emory University di Atlanta e della University of Chicago (USA) affermano che sia in grado di stimolare l'organismo a produrre anticorpi utili.
 
Durante la ricerca di un vaccino universale contro l'influenza infatti, si è scoperto che il virus pandemico A/H1N1 induce la produzione di anticorpi in grado di proteggere l'uomo da altri ceppi virali molto diffusi.
 
"I nostri dati" spiega Jens Wrammert, uno degli autori dell'indagine "Mostrano che l'infezione provocata dal ceppo pandemico del 2009 porta alla produzione di anticorpi altamente protettivi, che raramente appaiono in persone che si ammalano di semplice influenza o che si vaccinano contro il disturbo stagionale. Tutto ciò dimostra la possibilità che nell'organismo umano possa crearsi questo tipo di anticorpi, se il sistema immunitario viene stimolato nella giusta maniera, e suggerisce che un vaccino universale contro l'influenza sia altrettanto fattibile".
 
I cinque anticorpi scoperti, sono stati isolati in un gruppo di nove pazienti infettati dal virus A/H1N1 e sembrano in grado di proteggere contro tutti i ceppi influenzali del gruppo H1N1 dell'ultimo decennio, ma non solo. Anche  il ceppo dell'influenza spagnola del 1918 e contro quello dell'influenza aviaria H5N1 vengono sconfitti.
 
Non tutto il male viene per nuocere quindi: la scoperta apre infatti le porte quindi alla possibile formulazione di un siero antivirale ad ampio spettro, che potrà proteggere dai virus in modo più completo dei semplici vaccini stagionali in commercio.

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