Intossicazione alimentare: sintomi e rimedi

Credits: Shutterstock
/5

L'intossicazione alimentare è un disturbo causato dall'ingestione di alimenti contaminati: ecco cosa c'è da sapere

L'intossicazione alimentare è un disturbo causato dal consumo di cibo contaminato da batteri, come salmonella o Escherichia coli (E. coli), o da virus, come il norovirus. Nella maggior parte dei casi non ha conseguenze pericolose, tanto che solitamente i sintomi si affievoliscono in pochi giorni senza il bisogno di nessun intervento specifico.

Sintomi

I sintomi caratteristici dell’intossicazione alimentare si manifestano generalmente uno o due giorni dopo aver ingerito il cibo contaminato: l’intervallo di tempo con cui compaiono i sintomi, però, può variare da poche ore a diverse settimane dopo.

Ad ogni modo, le manifestazioni più comuni includono:

- nausea e/o vomito

- diarrea

- crampi allo stomaco e dolore addominale

- senso di debolezza e mancanza di energie

- inappetenza

- febbre e/o brividi

- muscoli doloranti

Se nella maggior parte dei casi, questi sintomi si risolvono spontaneamente in breve tempo, il consulto medico risulta indispensabile qualora il corteo sintomatologico dovesse risultare particolarmente acuto o non accennasse ad affievolirsi e scomparire nel giro di pochi giorni, oppure si presentassero segni di disidratazione (confusione, tachicardia, difficoltà ad urinare, vertigini), o ancora nei casi in cui siano interessate donne in stato di gravidanza, ultrasessantenni, persone affette da malattie croniche (come diabete e patologie cardiovascolari, renali o intestinali) o con difese immunitarie basse.

Cosa fare

Generalmente, l’intossicazione alimentare non necessita di alcun trattamento specifico.

Finché non ci si sente meglio, comunque, è consigliabile riposare, bere liquidi per prevenire la disidratazione e mangiare solo quando ci si sente meglio, iniziando da alimenti leggeri come riso, cracker e banane.

Cause

All’origine dell’intossicazione alimentare si colloca il consumo di alimenti contaminati da virus e batteri, un rischio che interessa principalmente i cibi crudi, poiché eventuali microrganismi nocivi non vengono distrutti durante la cottura.

Il cibo può essere contaminato in qualsiasi momento lungo il percorso della filiera produttiva, ovvero durante la coltivazione o l’allevamento, la raccolta, la lavorazione, la conservazione o la cottura. La contaminazione può avvenire anche in casa, a seguito di una manipolazione errata del cibo, ed in particolar modo per le seguenti cause:  

- la contaminazione incrociata, ovvero la diffusione di batteri tra alimenti

- una cottura non accurata (in particolare della carne)

- un’erronea conservazione dei cibi che dovrebbero essere mantenuti ad una temperatura minore di 5°C

- lasciare per lungo tempo cibi già cotti a temperature ambientali elevate

- non riscaldare adeguatamente i cibi precedentemente cotti

- toccare il cibo con le mani sporche

- consumare alimenti oltre la data di scadenza

Gli alimenti particolarmente suscettibili alla contaminazione risultano essere carne cruda e pollame, uova, molluschi, latte, cibi pronti come insaccati, pâté, formaggi morbidi e alimenti preconfezionati.

Rimedi della nonna

I sintomi dell’intossicazione alimentare solitamente migliorano dopo un paio di giorni. Tra gli accorgimenti fai da te che potrebbero risultare utile rientrano i seguenti:

- lasciare lo stomaco a riposo, smettendo di mangiare e bere per qualche ora;

- assumere liquidi succhiando un cubetto di ghiaccio o bevendo l’acqua a piccoli sorsi;

- quando ci si sente meglio e si desidera tornare a mangiare, cominciare con alimenti leggeri, a basso contenuto di grassi e facilmente digeribili; se la nausea dovesse ripresentarsi, meglio non sforzarsi e smettere di mangiare;

- sospendere il consumo di alimenti come formaggi, alimenti grassi e stagionati, e bevande come caffè ed alcolici, fino a quando non ci si sente meglio;

- riposarsi adeguatamente.

Riproduzione riservata
Stampa
Scelti per te