Pressione bassa 

La pressione bassa è una condizione che, in assenza di sintomi fisici, non richiede un trattamento specifico: ma quando risulta necessario un consulto medico?

di Margherita Monfroni
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Valori

La pressione bassa (in termini medici “ipotensione”) è una condizione che si verifica quando la pressione sanguigna risulta inferiore a 90/60 mmHg.

Quando si misura, infatti, la pressione viene indicata da due numeri: il primo valore rappresenta la pressione sistolica, ovvero la pressione nelle arterie quando il cuore batte e pompa il sangue nell’organismo; il secondo numero invece rappresenta la pressione diastolica, ovvero la pressione nelle arterie quando il cuore riposa tra un battito e l’altro.

I valori di riferimento ottimali per la pressione sanguigna sono inferiori a 120/80 mmHg: se nelle persone sane, una bassa pressione sanguigna senza alcun sintomo non è considerata un problema e quindi non ha bisogno di essere trattata, qualora si presentassero malesseri (soprattutto negli anziani) connessi a questa condizione, è necessario indagare per evidenziare un eventuale problema di fondo, che potrebbe causare un afflusso sanguigno inadeguato a cuore, cervello e altri organi vitali.

Sintomi

Nella maggior parte dei casi, la pressione bassa non provoca alcun sintomo. Lievi capogiri possono presentarsi occasionalmente come risultato di una moderata disidratazione a seguito di una prolungata esposizione al sole o quando ci si alza improvvisamente e con movimenti bruschi.

Risulta invece opportuno un consulto medico quando la pressione scende improvvisamente o è accompagnata da sintomi quali:

- Vertigini o capogiri

- Svenimento

- Mancanza di concentrazione

- Visione offuscata

- Nausea

- Pallore e pelle fredda e umida

- Respiro corto

- Spossatezza e affaticamento

- Depressione

- Sete intensa

Cosa fare

Se asintomatica, la pressione bassa raramente richiede un trattamento specifico.

Qualora invece si manifesti con sintomi come quelli sopraindicati, il medico provvederà a condurre un’indagine clinica finalizzata ad individuare la causa scatenante della pressione bassa, e a prescrivere quindi un trattamento volto a curare il problema primario di salute, piuttosto che la pressione bassa in sé.

Rimedi

In generale, comunque, tra le strategie consigliate per contrastare i sintomi della pressione bassa può rivelarsi utile:

- Indossare calze a compressione graduata. Le calze elastiche, comunemente utilizzate per alleviare il dolore e il gonfiore delle vene varicose, possono contribuire a ridurre il ristagno di sangue nelle gambe e favorire la circolazione.

- Un altro accorgimento prezioso può essere attuato già al risveglio: prima di alzarsi dal letto al mattino, respirare profondamente per qualche minuto, mettersi lentamente a sedere e infine alzarsi. Anche dormire con la testa leggermente sopraelevata rispetto al corpo può risultare utile per contrastare i sintomi della pressione bassa.

Pressione bassa: dieta

Anche per quanto riguarda l’alimentazione, è possibile operare degli interventi sulla dieta che consentano di alleviare i sintomi della pressione bassa. Tra questi rientrano:  

- Aumentare il consumo di sale. Il sodio presente nel sale può contribuire ad aumentare la pressione sanguigna, ma poiché l'eccesso di sodio può portare ad insufficienza cardiaca, in particolare negli anziani, è importante consultare il medico prima di aumentare la quantità di sale nella dieta.

- Bere più acqua e meno alcol. Gli alcolici favoriscono la disidratazione, mentre l’assunzione di almeno 8 bicchieri d’acqua al giorno consente di mantenere un livello di idratazione adeguato, un fattore importante nel trattamento dell’ipotensione.

Rimedi naturali

Liquirizia, cannella, basilico, cardamomo, semi di lino, aglio, zenzero e biancospino, grazie alle loro proprietà, possono contribuire a contrastare i sintomi della pressione bassa: si consiglia però di richiedere sempre il consulto di un esperto, poiché alcuni di questi rimedi possono produrre effetti collaterali indesiderati o interferire con altri farmaci.

Pressione bassa in gravidanza

È assolutamente normale che la pressione sanguigna cambi un po' durante la gravidanza: il progesterone (ormone prodotto dalle ovaie, dalle ghiandole surrenali e dalla placenta) provoca un rilassamento delle pareti dei vasi sanguigni, una condizione che può causare un abbassamento della pressione durante il primo ed il secondo trimestre di gestazione.

Dopo aver raggiunto il minimo a circa metà gravidanza, la pressione sanguigna comincia solitamente a risalire dalla ventiquattresima settimana, per poi tornare a livelli normali nelle settimane precedenti al parto.

Cause

Le cause della bassa pressione possono essere molteplici. Tra le più comuni rientrano:

- gravidanza

- problemi ormonali come ipotiroidismo, diabete o bassi livello di zucchero nel sangue (ipoglicemia)

- alcune terapie farmacologiche

- insufficienza cardiaca

- aritmie cardiache (ovvero anomalie del ritmo cardiaco)

- colpo di calore

- malattie del fegato.

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