Gatti in cerca di una famiglia 

I gatti in cerca di una famiglia sono tanti. Prima di adottarne uno, però, è meglio sapere che cosa serve per accoglierlo

di Giorgia Mari  - 27 Marzo 2012
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Tag: animali, gatti

Coccolone e indipendente. Pigro e agilissimo. Casalingo ed esploratore. Sono le tante anime del gatto, che vive bene anche in spazi non ampi e sa stare solo in casa molte ore al giorno. È, insomma, meno impegnativo di un cane, nel caso si stia pensando di adottarne uno. Anche lui, però, ha bisogno di cure e attenzioni. Ecco i consigli del nostro esperto.

La scelta: piccolo o già adulto?
Trovare un gatto che cerca casa è facilissimo: se non ci si vuole rivolgere a un negozio o a un allevamento, basta il passaparola tra amici e conoscenti. O, in alternativa, una visita a un gattile dove, in genere, si trovano tanti mici adulti che sono stati abbandonati. «La maggior par te delle persone, di solito, preferisce adottare un cucciolo, pensando che sia più facile da educare» spiega Fabio Cerri, veterinario. «Invece un gattino va accudito e sor vegliato molto più di un animale meno giovane. Il quale, di solito, conosce già le regole della buona educazione e si adatta bene ai cambiamenti».

La sua “stanza”: cuccia e lettiera
Prima di tutto ser vono: il trasportino, una cuccia, la lettiera igienica e due ciotole (una per il cibo, l’altra per l’acqua). È utile, poi, avere già in casa anche il pettine, la spazzola, un tiragraffi e alcuni giochini. L’altra cosa da fare è mettere in sicurezza l’appartamento. Basta evitare che sia alla portata del gatto tutto ciò che può essere pericoloso. Come i cavi elettrici, le prese di corrente (ci sono i copripresa), le piante velenose (per esempio azalea, edera, gelsomino e ortensia), i fuochi della cucina (si installano le barriere proteggi fornelli) e i sacchetti di plastica. Ne sono attratti ma, se ci si infilano, rischiano di restare intrappolati.

La cassettina: subito pronta
Il gran giorno è arrivato. Messo con delicatezza il gatto nel trasportino, l’ideale è fare subito un salto dal veterinario. Anche nel caso siano state date mille rassicurazioni sul suo stato di salute. E poi? «Una volta a casa, il micio va sistemato in una stanza tranquilla, con la sua cuccia, la lettiera e un po’ di cibo gustoso, così che abbia il tempo di familiarizzare con il nuovo ambiente. Di tanto in tanto, si può andare da lui, parlargli dolcemente, fargli le coccole e controllare che abbia mangiato. Vietato, invece, stargli continuamente addosso, magari passandoselo di mano in mano. «Fin dall’inizio è impor tante mostrargli la sua cassettina ed educarlo a usarla» suggerisce ancora Cerri. Nessun timore, poi, se la prima notte miagolerà, magari per paura. Basterà permettergli di acciambellarsi sul letto.

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