Il Messia è tra noi: beve e va a donne 

Il Messia lavora per 12 ore a guardia di un cantiere edile, la notte beve fino a tramortirsi in un locale di lap dance, nel weekend si chiude in casa e gioca ai videogame. Succede nel nuovo romanzo di quel bugiardo di James Frey...

di Laura Carcano  - 15 Giugno 2011
 

Chi è quel bugiardo di James Frey?
Anni fa, un caro amico uscito brillantemente da problemi di alcolismo mi regalò In un milione di piccoli pezzi, primo romanzo dell'americano James Frey. È il racconto in parte autobiografico della dipendenza dall'alcool dell'autore e l'editore lo presentò come un memoriale autentico. Questo libro fa capire cosa mi è successo, mi spiegò allora l'amico. Lo lessi con un peso sul petto che pagina dopo pagina si faceva sentire sempre più. Era la storia di una sequenza di fallimenti e sconfitte contro i terribili sintomi di astinenza di chi cerca di uscire da una terribile malattia. Immaginavo di leggere la storia del mio amico, ed era tutto talmente realistico da farmi male. Poi, succede che nel 2006 il sito internet The Smoking Gun pubblica un articolo che accusa Frey di aver infarcito di bugie la sua storia spacciandola per vera. Ad esempio, al contrario di quanto afferma, Frey non sarebbe mai stato in carcere. Lo scrittore si giustificò così, Se scrivo dal mio cuore, se quello che dico è verità e proviene da un luogo di verità, posso aiutare a comprendere tutte quelle persone che vivono nella dipendenza e nell'alcolismo. Il libro uscì così nelle seguenti edizioni con una nota dell'editore che negava si trattasse di una pura biografia, come ad avvertire il lettore che non era vero nulla. Eppure, l'amico che me lo regalò lo fece dicendomi che lui aveva vissuto quelle cose, ogni esperienza descritta in modo crudo in quelle pagine. Mi domando da allora, cosa è una storia vera e cosa non lo è?

Se il Messia fosse tornato tra noi, ancora una volta non gli crederebbe quasi nessuno?
Esce in questi giorni l'ultimo romanzo di James Frey. Si intitola L'Ultimo Testamento della sacra Bibbia (Guanda) e ha per protagonista il Messia: 30 enne che vive oggi a New York, beone e appassionato di videogames che parla con Dio e sembra essere immortale. Questa storia vi farà arrabbiare, avvisa la seconda di copertina. La storia è corale, ogni capitolo è il diario di una delle persone che il Messia ha incontrato sulla sua strada: la vicina di casa costretta a prostituirsi, il chirurgo che lo opera e non si spiega come possa un uomo ridotto in fin di vita guarire come per miracolo, il capo cantiere che lo aveva alle dipendenze come guardiano, Judith che lo raccoglie in un cassonetto... Ancora una volta, la miseria umana di Frey riesce a sconvolgermi un po'. Se vi piace essere destabilizzati di tanto in tanto, uscire quindi dai margini sicuri del vostro orticello e guardare dritto in faccia la disperata realtà, questo romanzo è ciò che fa per voi.

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