Alessia Marcuzzi: «La mia paura? Invecchiare senza un uomo» 

Una trasmissione dietro l'altra, un fidanzato dietro l'altro. Se
Alessia, ora alla guida del Grande Fratello 9, corre sempre, un motivo ci sarà. Anzi, un timore. Che lei ha confessato nell'intervista fatta per noi dalla scrittrice Antonella Boralevi

di Antonella Boralevi  - 11 Febbraio 2009

Il Grande Fratello diventa ogni anno che passa più interessante, perché invece di ripetersi ha saputo diventare un genere: ogni volta diverso. La fotografia del chi siamo: qui e ora. Per dire: quest'anno c'è un non vedente, c'è un rom ex clandestino, c'è la hostess pasionaria dell'Alitalia. Non cambia, invece, la conduttrice: per la quarta volta è Alessia Marcuzzi.

Sarà contenta.

«Sì, è un programma che mi appassiona».

No, dico: contenta in genere.

«Sì».

La gente la ama.

«La gente è il mio pane quotidiano, il pubblico è vitale. C'è un gruppo di fan che mi segue, lo sa che hanno il mio cellulare? Sono una che non risponde mai male a nessuno».

Niente tensione nervosa?

«Zero. Sto sul palco come a casa mia. Quando ero piccola facevo le recite, scrivevo da

me le sceneggiature, le canzoni... Faccio le imitazioni da allora. Ho avuto un'infanzia meravigliosa, stavamo a Casalpalocco, che

è una specie di piccola California, mi arrampicavo sugli alberi, avevo i cani. Quando ho letto Il barone rampante di Calvino (un ragazzino che si ritira a vivere su un albero, ndr) ho detto: ma sono io!».

Ha letto molti libri?

«A 3 anni leggevo Topolino, a 4 e mezzo ero a scuola. Sa, mia madre ha fatto le magistrali, mi leggeva i giornaletti... A 16 e mezzo, dopo il linguistico, ero al Dams alla Sapienza».

E che è successo?

«È andata male, ero troppo giovane, a

scuola andavo benissimo ma all'università

ti devi autogestire. E allora facevo i provini, un po' di nascosto, perché mio papà

è un gioielliere noto da generazioni, è anche avvocato, la mamma casalinga, sarebbe

stato strano per loro, sono figlia unica».

Non sembra.

«Sono cresciuta con due cugine della mia età».

Per fare spettacolo serve una maschera. La sua qual è?

«Il mio umore, più l'adrenalina della luce rossa che si accende sulla telecamera. Prima ero molto più spavalda, non trovavo limite, andavo allo sbaraglio, ora mi sono molto intimidita...».

Va allo sbaraglio anche nella vita?

«Be', sì, abbastanza. Sono impulsiva».

Avrà preso delle fregature?

«Sì, ma le chiamerei "tappe"».

Interessante. Vuol dire che le ha superate.

«Io mi autoanalizzo molto, credo di conoscermi abbastanza, il che non vuol dire che non rifaccia gli stessi errori».

Quali?

«I miei limiti sono intimi».

Ha paura di essere ferita?

«L'ha scoperto. Sono una pantera di cristallo».

Perché non è mondana?

«Sono fortunata, famosa, guadagno dei soldi, perché dovrei andare a cercare di più? Sono riservata, mi piace la vita semplice. Quando si spegne la luce rossa, io voglio fare la mia vita».

Come si fa a farsi amare da un uomo, quando si è ricche e famose?

«Bisogna essere tante donne. Io sono maschiaccio ma anche femmina, sono patatona, cucciolona, una da pigiamone, ma poi saccheggio i negozi di lingerie di Agent Provocateur per la "pantomima", come dico con le mie amiche: bisogna avere fantasie incredibili. Ho dentro anche un'anima rock, una trasgressione enorme. Non mi piace la donna in carriera.Vedo la mia vita in due, ho bisogno di protezione, di un uomo accanto. Sono per l'amore assoluto».

L'ha trovato?

«Sono molto fortunata, sono in buoni rapporti con tutti i miei ex».

Dal suo compagno di adesso pretende molto?

«Quale compagno? È una cosa mia, vorrei tenerla per me».

Ricevuto. Cosa la ferisce?

«Sono permalosa».

Conosce il dolore?

«Non ne ho mai parlato finora, a nessuno,

sa? I miei nonni sono morti l'anno scorso. I miei viaggiavano spesso, sono stata molto con loro. La nonna era malata. Ho sognato che mi chiedeva di andarla a trovare, mi sono svegliata, dopo 20 minuti ero da lei. L'ho guardata, le ho detto: "Nonna, ci sono". Lei mi ha fatto un sorriso, mi ha preso la mano... Ed è passata, dolcemente».

Questo dolore l'ha cambiata?

«Mi ha fatto soffrire ma mi ha dato tanto. Ho capito che l'unica cosa che mi spaventa nella vita è la vecchiaia senza nessuno. È una paura vera. Infatti sono sempre stata fidanzata!».

La prova più difficile che ha affrontato?

«La maternità, perché non avevo istinto materno. Mi sono detta: "Oddio un figlio,

come si fa?". Sono strafalciona, disordinata, ma Tommaso è più saggio di me. Per esempio, io ho paura dell'aereo, lo prendo anche tre volte alla settimana e senza pasticche, per dire il mio carattere, ma soffro. A Natale eravamo lui e io in aereo e abbiamo avuto una turbolenza terribile, lui mi ha preso la mano: "Mamma

non avere paura, l'aereo sta ballando l'amore!" mi ha detto. Un poeta, no?».

Lo porta con sé al Grande Fratello?

«Sì, è un gioco, lo prende così, come un gioco. Il Grande Fratello bisogna spiegarlo: ma va visto».

Tommaso ha 8 anni, è geloso del suo lavoro?

«Gli danno fastidio i paparazzi e anche quando lavoro moltissimo e sto poco a casa».

Lei ha l'autista?

«Ma no! Zero. Zero segretaria, zero tutto. Ho una Smart e un Suv, ma li guido da me. Però più di tutto mi piace che guidi il mio uomo».

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
salute/vivere-meglio/alessia-marcuzzi2$$$Alessia Marcuzzi: «La mia paura? Invecchiare senza un uomo»
Mi Piace
Tweet