Alle signore piace il nero - Intervista con Daniela Losini 

Che cosa c'è dietro al libro che ha dato nuovo lustro al "giallo in rosa" made in Italy? Ne abbiamo parlato con una delle autrici. Che ci disvela più di un mistero

 - 10 Marzo 2009

Abbiamo incontrato Daniela Losini, una delle autrici di Alle signore piace il nero, in occasione della presentazione del libro al Mondadori Multicenter di Milano. Le abbiamo chiesto...

Dimmi 5 motivi per leggere Alle signore piace il nero.

Credo sia il lettore che debba decidere la bontà di un romanzo o, come  in questo caso specifico, di una raccolta di racconti.  Posso però  individuare alcuni punti  di forza:  le due curatrici Barbara Garlaschelli e Nicoletta Vallorani. Sono state spinte dal desiderio di aggregare scritture e autrici diverse,  appartenenti all'ambito giornalistico e letterario, fino ad arrivare a quello delle sceneggiature televisive; inoltre dietro l'etichetta del noir vi sono stili e approcci diversi che possono dare prospettive uniche e personali al genere.

Quand'è che scrivi?

Semplicemente quando ho tempo, quando riesco a staccarmi dai doveri quotidiani come il lavoro (anche se ultimamente per me è un'incognita come per molte altre persone) e riesco a concentrarmi. Ma in realtà scrivo sempre: non posso farne a meno. Lo faccio professionalmente come giornalista e recensore cinematografico, lo faccio personalmente curando il mio sito e il blog. Sono in rete da cinque anni e comunicare scrivendo è il mio quotidiano.

Hai bisogno di ispirazione o no?

Più che altro vengo colpita da un semplice gesto anche solo osservando le persone: magari una scarpa scalcagnata indossata da una persona distinta e altera mi fa subito immaginare la storia che può raccontare quella persona. Sono affascinata da quello che comunicano le persone ma soprattutto, da quello che omettono e così il mio istinto narratore comincia a costruire delle storie.  L'ho sempre fatto, è un meccanismo naturale. Che poi riesca a tradurle in parole come si deve è un'altra faccenda,  io ci provo.

Cosa ti ha spinto a scrivere un giallo?

In realtà ho scritto un racconto noir, se vogliamo parlare di etichette comunemente accettate: non mi interessa creare un'indagine a orologeria affinché tutto collimi, mi interessa narrare il cambiamento che avviene nelle vite delle persone quando succede qualcosa di terribile, quando tutto cambia, quando qualcosa si rompe. Allora anche il gesto più banale come quello di riempire  un bicchiere di acqua al momento del cambiamento, diventa qualcosa di diverso e nemico. Provo a porre domande, non inseguo risposte.

Hai in mente qualche altro giallo/noir per il futuro?

Direi di sì. Ho scritto molto in questi anni e ho molte pagine da rimettere in ordine e che aspettano venga dato loro un senso. Ho accantonato la narrativa, salvo sporadiche partecipazioni ad altre inziative  e antologie, per molto tempo e per vari motivi ma come si suol dire, è giunta l'ora anche se in realtà non ho mai smesso di scrivere perché l'ho sempre fatto seppure  in altre forme.

Scriveresti mai un romanzo rosa (romantico, chick lit...)

Chi può dirlo? Non metto paletti di nessun genere. Qualche anno fa scrissi qualche racconto per "Confidenze" e poi come dicevo prima, mi piace raccontare storie e le storie si portano dentro varie sfumature non sono mai così facilmente assoggettabili a un genere solo ed esclusivo.

Come hai fatto per essere "ingaggiata" nel team delle signore in nero?

Conosco personalmente le curatrici che stimo nella vita e nell'ambito professionale. Un giorno mi dicono "Prova a scrivere qualcosa per noi, abbiamo un bel progetto in cantiere". Non è stato mai niente di certo e io stessa quando ho consegnato il racconto ero serena e senza aspettative sbagliate. La miglior cosa quando ci si occupa di scrittura è affidarsi a chi è più esperto. Mi hanno chiamata dopo due giorni dalla consegna e mi hanno detto "C'è del lavoro da fare ma ci siamo, presa!" Quello di cui non si parla mai abbastanza è il lavoro dietro le quinte.  Il racconto è stato riscritto almeno sei volte, e ogni volta diventava sempre più aderente a ciò che avevo in mente sin dall'inizio. Questo è potuto succedere grazie ai suggerimenti e al lavoro di editing della Sperling nella figura di Ilde Buratti.

So che avete deciso di essere presenti in rete...

Sì, è stato creato un blog apposito che si chiama MissFatti col preciso intento di avviare un dialogo coi lettori e le persone curiose di saperne di più sull'antologia e gli eventi collaterali. Sta funzionando e cerchiamo di renderlo vivo con la nostra presenza. Esiste anche un calendario con tutte le presentazioni organizzate in Italia. Non avete scuse, vi aspettiamo!

Leggi anche: Alle signore piace il nero. Storie di delitti, crimini e misfatti  

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