Amy Winehouse non è morta di overdose 

La famiglia della popstar scomparsa rilascia una dichiarazione ufficiale: non c'erano droghe illegali nel suo sangue al momento della morte

di Redazione  - 24 Agosto 2011
 

A settimane di distanza dalla morte di Amy Winehouse, cominciano finalmente a spuntare dei brandelli di verità dalle indagini.

La famiglia della talentuosa e turbolenta popstar scomparsa lo scorso 23 luglio in circostanze da definire ha infatti rilasciato una dichiarazione ufficiale che mette chiarezza almeno su un punto: Amy non è morta di overdose a causa di droghe illegali come molti danno per scontato.

Dagli esami tossicologici è stata rilevata infatti l'assenza di sostanze illegali nel sangue della Winehouse. C'era invece dell'alcol nel suo sangue, ma è impossibile stabilire se le sostanze alcoliche abbiano contribuito in qualche modo a sviluppare una reazione fatale per la cantante.

Nella dichiarazione non si parla però di droghe "legali" (per esempio anti-depressivi) ma dovrebbe togliere di mezzo una volta per tutte la teoria dell'overdose. La polizia comunque non ha ancora analizzato l'esame tossicologico e dovrebbe concludere le indagini entro il prossimo ottobre.

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