Videointervista ad Angela Baraldi 

E' la protagonista di Quo Vadis, Baby?, serie televisiva appena trasmessa da Sky per la regia di Gabriele Salvatores, che diresse anche il film omonimo nel 2005.

di Giulia Blasi  - 16 Giugno 2008

Angela Baraldi non è una che la fama l'abbia inseguita con grande tenacia. «Non prenderla come una cosa troppo filosofica, ma io amo i percorsi che portano alle cose, più che il risultato finale. Non mi sono mai data una scadenza precisa, e ho cambiato strada un sacco di volte. E ogni volta si ricomincia da zero. È un po' faticoso». È per questo che, dopo che negli Anni 90 era stata sul punto di diventare la nuova Gianna Nannini, la donna rock che l'Italia aspettava, è scivolata sottotraccia. Ha continuato a fare musica, ha scoperto la recitazione, fatto cinema e teatro. Poi il ritorno, nei panni di Giorgia Cantini, l'investigatrice privata creata da Grazia Verasani nel suo romanzo Quo Vadis, Baby? e fatta incarnare da Gabriele Salvatores nel film  che da quel libro è tratto. E il ritorno, ancora, sempre come Giorgia Cantini: la scontrosa, durissima Giorgia Cantini, che ha ritrovato nuova vita nella serie televisiva appena trasmessa da Sky Cinema. È difficile guardare Angela Baraldi, nel film e nella serie, e non pensare che Giorgia sia più o meno una proiezione di lei. «Ma lei non mi somiglia così tanto. Lei è aspra, chiusa, ha avuto vicende familiari difficili. Io sono più patatona, più solare, mi fido di più della gente, non ho avuto il suo vissuto terribile. Se c'è una cosa che lei mi ha dato è il coraggio di essere me stessa, la voglia di mettermi in gioco e di non avere paura. Io le ho dato in cambio tutta la mia disponibilità, la mia passione per la musica, e anche per lei, perché è un personaggio che ho imparato ad amare. Le voglio bene, ci uscirei insieme, la sera». Il volto che le ha regalato è una meraviglia, perché è un viso vero di donna, che porta i segni della vita. «Quei segni sono lì a raccontare tutta la storia, risparmiano molte battute inutili. La storia di Giorgia è tutta lì, sulla sua faccia». In effetti, un personaggio come quello di Giorgia, in una serie come Quo Vadis, Baby? è da solo uno spot contro l'ansia da invecchiamento: Angela/Giorgia è una vera bellezza, ed è anche una rarità. La protagonista quarantenne di una serie noir, che per giunta ha una vita sessuale attivissima e per niente celata agli occhi dello spettatore. «È vero! Ed è anche sesso mica soft, è roba per adulti». Per il resto, non ama parlare di sé, Angela Baraldi: «Per un attore è controproducente, no? Alla fine la gente ti deve vedere solo come personaggio, non deve sapere niente di te». Una cosa però la dice. «Per le donne è dura. Da quando sono state messe `alla pari' hanno dovuto in realtà assumersi un doppio ruolo, quello di madre e donna che lavora. Ma non vuol dire che chi sceglie percorsi fuori da quelli che sembrano obbligati stia rinunciando alla sua femminilità. Io ho fatto scelte diverse, non ho seguito la strada più comoda, ma questo non significa che abbia rinunciato ad essere una donna. Tutt'altro. Questo sarebbe un errore».

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