America Ferrera: la ciccia sexy di Ugly Betty 

Adora vestire i panni kitsch di Ugly Betty, che ora torna
sul piccolo schermo. Ma le piace anche mostrare la sua morbida sensualità. Perché America Ferrera ne è convinta: le ragazze
normali (non quelle perfette) vincono sempre. Proprio come lei

 - 08 Settembre 2008

Senza alcun imbarazzo in una taglia 46, America Ferrera, la Betty Suarez del serial tv che ha sdoganato tutte le bruttine e grassottelle del mondo, se la ride soddisfatta. È appena stata premiata agli Alma Awards per Ugly Betty. E proprio con questo serial in tv dal 1° settembre, dal lunedì al venerdì su FoxLife alle 17,20 (in inverno arriveranno, in prima visione,

anche gli episodi della nuova serie). Lei, però, a differenza del personaggio che l'ha resa famosa, non porta l'apparecchio per i denti: «Non ne ho bisogno» specifica seriosa. E nemmeno i vistosi occhiali da vista: «Direi che io ci vedo benissimo» guarda e

ammicca. Anche l'abbigliamento è più da teenager californiana, jeans, T-shirt, sneaker, che da abitante del pianeta zitella. Ma America, anche se dal vivo è molto più bella, è inconfondibilmente Betty. E Betty, l'eccentrica assistente del direttore di

una rivista patinata, senza America molto probabilmente non avrebbe avuto un simile successo. Genitori originari dell'Honduras, 24 anni, la ragazza ha grinta e coraggio da vendere. Sul set e nella vita.

Come è arrivata alla fama?

«A furia di porte sbattute in faccia (ride). Volevo fare l'attrice fin da piccola. E ringrazio mia madre per avermi sempre sostenuto. Non la pensavano allo stesso modo i responsabili dei casting che, quando mi vedevano, dicevano che ero troppo bassa, troppo grassa, troppo scura, insomma troppo qualche cosa per fare qualcosa».

E quindi?

«Semplice. Non mi sono mai adeguata agli standard secondo cui hanno successo solo le attrici tutte pelle e ossa. Fin dalle prime audizioni alle quali ho partecipato mia madre mi ha fatto giurare che non mi sarei mai sottoposta a estenuanti diete,

né a mortificanti sedute di liposuzione. E io ho rispettato quel giuramento».

Poi, però, il destino ci ha messo del suo...

«Proprio perché sono rimasta me stessa, una ragazza normale, Salma Hayek ha creduto in me. Mi ha detto che ero brillante

e orgogliosa abbastanza per far conquistare a Betty il centro della scena».

Perché Salma Hayek?

«È la produttrice di Ugly Betty e ha deciso che il personaggio sarebbe stato mio fin dall'inizio».

Non si è mai sentita offesa all'idea di interpretare la parte di una ragazza simpatica ma bruttarella?

«E perché? Questa ossessione della bellezza mi ha sempre dato molto fastidio».

Charlize Theron, considerata la donna più sexy del mondo, la pensa proprio come lei. Ha detto: «Questa ossessione della perfezione mi sta sfiancando».

«Trovo ridicolo quando dicono che Eva Longoria o Jessica Alba sono tonde. Ma dove? Loro sono minute, io sono tonda. Non mi lamento, anzi, credo che più curve hai, più sei sexy. E io, grazie al cielo, di "tornanti" ne ho da vendere» (ride).

Che grinta America! Comunque lei veste decisamente meglio del suo personaggio.

«Quando mi preparo a indossare i panni di Betty, so che devo sottopormi ogni giorno a due ore di trucco. Il suo guardaroba è un'accozzaglia di roba trovata nei mercatini. Adesso ci aiuta anche Patricia Fields, la stessa costumista di Sex and the City e di

Il diavolo veste Prada. Mi ha persino fatto mettere degli orribili calzini gialli con le décolletées tacco 10. Un colpaccio».

Insomma, Betty non migliorerà mai il suo aspetto fisico.

«Perché dovrebbe? Lei appare sempre come un pesce fuor d'acqua. Ma è contenta e orgogliosa di essere così».

Betty è, a modo suo, anche una donna in carriera. E lei è vero che continua a studiare all'università?

«Sì, frequento la facoltà di Relazioni internazionali, perché sono appassionata di politica estera. Anche se, da grande,

mi piacerebbe continuare a lavorare nel mondo dello spettacolo».

Passiamo a un altro argomento da "grande": i soldi. Come li spende?

«Molti li ho restituiti alla mia famiglia per ripagarla di tutti gli anni in cui sono stata mantenuta. Ho appena cambiato auto (ma

ne ho presa una più piccola!) e ho comprato una casa a Los Angeles: ha ben tre stanze da letto e la piscina. Fantastica».

America, che cosa vorrebbe fare tra qualche anno?

«Ci sto pensando. Mi piacerebbe seguire le orme di Salma e diventare produttrice. E inventare storie per ragazze come me. Alle latine propongono solo alcune parti: quella della liceale incinta, della fidanzata del capo gang locale o della spacciatrice.

Ma io ho molta fiducia. In un posto come Hollywood sono riuscita ad abbattere il luogo comune secondo cui le brutte non hanno mai successo. Ora ce la metterò tutta per polverizzare anche un altro pregiudizio: quello secondo cui le ispaniche sono povere o maledette. Sono tosta e determinata a sufficienza per farcela» (ride allegra).

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