Bullismo informatico: maltrattamenti on-line  

Internet è un posto meraviglioso e ricco di sorprese, ma per genitori e insegnanti, spesso meno esperti dei ragazzi, la rete può essere un motivo di apprensione. Per i più giovani, cresciuti circondati dalla tecnologia, Internet è solo un altro posto dove comunicare e condividere opinioni, giocare e divertirsi, trovare nuovi amici e creare relazioni. Ecco una guida per aiutare bambini e adulti a navigare in totale sicurezza e tranquillità.

In collaborazione con Symantec

 - 31 Luglio 2008

Hai mai sentito parlare di bullismo informatico o cyber bullying?

Il bullismo informatico è fondamentalmente l'estensione elettronica di comportamenti goliardici, di scherno e prepotenti tipicamente associati ai periodi di ricreazione scolastica. Viene praticato soprattutto tra ragazzi e adolescenti, on-line o tramite telefoni cellulari, spesso in modo anonimo.

Il bullismo informatico viene generalmente utilizzato nei messaggi di testo sui telefoni cellulari o nei messaggi istantanei, blog di reti sociali o pagine Web. Il bullismo assume molte forme, dalla diffusione di pettegolezzi infondati e dalla pubblicazione di immagini imbarazzanti di altre persone, all'invio di messaggi offensivi, molestie insistenti spesso di carattere sessuale, tampinamento, minacce e perfino estorsione.

Per inciso, questa non è una semplice reazione eccessiva all'innocuo detto "tanto sono ragazzi".

La tecnologia come alibi dietro cui nascondersi.

Esistono due grandi differenze tra bullismo scolastico e bullismo informatico. Innanzitutto, i bulli informatici sono in grado di utilizzare la tecnologia per diffondere messaggi offensivi a molte più persone con estrema rapidità. Ad esempio, una foto imbarazzante scattata con un telefono cellulare può essere inviata a dozzine di compagni di scuola nel giro di pochi minuti. In secondo luogo, telefoni cellulari, PC e Internet tendono a fornire ai bulli informatici un senso di anonimato, che li incoraggia a rendere ancor più sgradevole e malvagio il loro comportamento.

Vittima o bullo?

È nostra responsabilità in qualità di genitori controllare che i nostri figli non siano né vittime né bulli. Dobbiamo parlare con i nostri figli e assicurarci che conoscano "la regola d'oro" e comprendano che vale anche per il modo in cui utilizzano il telefono cellulare e il PC. Dobbiamo monitorare il loro utilizzo della tecnologia. Chiedi loro di verificare le e-mail che inviano e ricevono. Se si iscrivono a siti Web di reti sociali, chiedi di leggere qualsiasi profilo o pagina Web che creano. Se sono bulli o vittime, la cosa emergerà chiaramente. Inoltre, se tuo figlio sembra essere triste o irascibile dopo avere utilizzato il telefono cellulare o il PC, chiedigli che cosa non va. Un'indagine condotta con tatto può rivelare che è vittima di qualche bullo informatico.

Se tuo figlio è una vittima.

Documenta il bullismo e denuncialo. Se avviene a scuola, segnalalo agli insegnanti di tuo figlio e alle autorità scolastiche. Se possibile, parla con i genitori del bullo e offri loro di mostrare il materiale offensivo. Se il bullismo sembra essere più grave e coinvolge minacce o atti di pedofilia, denuncia il fatto agli organi di polizia.

Noi abbiamo un dovere.

I ragazzi moderni dispongono di straordinari vantaggi tecnologici e di comunicazione. Il nostro compito è garantire che li utilizzino con giudizio, soddisfazione e senza timore.

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