Cerchi il viaggio vero? Vieni in Mongolia

di Marco Moretti  -  28/07/2008

Dune immense, steppe desertiche e montagne inaccessibili. Una terra affascinante, abitata
da nomadi e monaci, che fa di ogni turista
un esploratore. E di ogni vacanza un'avventura

Cerchi il viaggio vero? Vieni in Mongolia Dune immense, steppe desertiche e montagne inaccessibili. Una terra affascinante, abitata da nomadi e monaci, che fa di ogni turista un esploratore. E di ogni vacanza un'avventura 73847
    • Cerchi il viaggio vero? Vieni in Mongolia

    La magia degli orizzonti senza fine, delle dolci dune o dei picchi raggiunti solo dalle aquile. Tutto questo è la Mongolia. Paesaggi incantati dove i cavalieri della steppa si preparano a un'eclisse totale. Il primo agosto alle 19.02 ora locale, infatti, il cielo si oscurerà su tutto il Paese. Il fenomeno astronomico sarà più visibile e prolungato (sette minuti) nel deserto del Gobi e sui Monti Altai, l'elevata catena mongola da cui nascono i fiumi siberiani. Situati mille chilometri a ovest della capitale Ulaanbaatar, gli Altai hanno valli selvagge, torrenti impetuosi e cime impettite. Per arrivare fin qui conviene prenotare dall'Italia uno dei pacchetti proposti dai tour operator. Sugli Altai, come in tutta la Mongolia, si incontrano gli ovoo, cumuli sciamanici di sassi e ossa di animali. I nomadi vi legano sciarpe colorate: ogni tinta è propizia a un desiderio, ma perché si avveri bisogna girare attorno all'ovoo tre volte in senso orario lanciando una pietra a ogni passaggio.

    Tra dinosauri e cammelli. Per assistere all'eclisse, si può anche raggiungere uno dei paesaggi imperdibili della Mongolia, il deserto del Gobi, nel sud del Paese. Ci si arriva in aereo da Ulaanbaatar. Superate le Khongoriin Els, una formazione di alte dune di sabbia dorata, c'è la Valle di Yol, dove nidificano le aquile e si avvistano marmotte, yak e capre selvatiche.  Poi si attraversa Bayan Zag, le "rupi in fiamme", una gola che si arrossa al tramonto regalando immagini che sembrano uscite da un film western. Ed è proprio qui che è stato trovato il maggiore giacimento al mondo di uova e scheletri di dinosauri. Nel nord del Gobi, sulla pista per il monastero di Ongiin Hiid, è facile incontrare i cammelli battriani (quelli a due gobbe) e vedere i pastori che li tosano. Il viaggio in Mongolia richiede spirito di adattamento. Ci sono alberghi di buon livello solo a Ulaanbaatar, la capitale. Usciti dalla città ci si sposta in fuoristrada su sterrati e si dorme nei campi turistici di gher, le tende di feltro e legno dei nomadi. Arredati con deliziosi mobili in legno dipinto, queste tende circolari di circa 20 metri quadrati hanno una stufa alimentata a legna. Ci sono anche i bagni con l'acqua calda, ma sono in comune all'esterno. Nella tenda adibita a ristorante, infine, servono piatti mongoli e internazionali.

    Dalle tende alle città. A nord del Gobi si trovano le steppe dove i nomadi inseguono al galoppo greggi e mandrie di puledri e yak. Il cavallo è l'elemento chiave dell'identità mongola: ci sono quattro milioni di capi per due milioni e mezzo di abitanti. Un terzo dei mongoli sono allevatori nomadi: invitano i forestieri nelle gher e offrono loro formaggio, yogurt, vodka e tè. Entrando nelle loro tende, che hanno un orientamento preciso, le donne devono sistemarsi a est (destra) e gli uomini a ovest (sinistra). Da qui, per scoprire l'anima antica della Mongolia si va a Kharakhorum, un tempo la capitale con il maestoso monastero buddista di Erdene-Zuu: è chiuso da un giro di mura dominate da decine di stupa (cupole allungate). Qui, la mattina i monaci partecipano a una cerimonia cantata. La sera, davanti all'ingresso, vanno in scena concerti e gare di lotta, galoppo e tiro con l'arco: i cardini della cultura della steppa. Bancarelle vendono artigianato (collane di turchesi, pelletteria, oggetti in bronzo e legno dipinto) e antiche statue di Buddha. Si fanno affari ma bisogna stare attenti alle antichità trafugate dai templi: chi compra deve chiedere il certificato al venditore, pena il sequestro in frontiera. A nord di Kharakhorum si raggiunge la valle di Orkhon, tagliata dall'omonimo fiume, ha verdi praterie percorse da cavalli bradi, alcuni siti archeologici con steli funerarie e una fonte termale. Da Kharakhorum si torna a Ulaanbaatar sull'unica strada asfaltata. La visita alla capitale comincia al Gandan, il monastero dove la mattina si assiste a funzioni cantate. Poi si va al Bogd Khan, la dimora dell'ultimo teocrate ha padiglioni con dipinti buddisti e mobili, e un negozio che vende artigianato e antichità. Da non perdere il Museo di Storia Naturale con uova e scheletri di dinosauro. Il pomeriggio nel teatro di Discover Mongolia (11 Chingiss Avenue, tel. 00976/11-330778) c'è uno spettacolo di danza, musica e contorsionismo: i mongoli eccellono in quest'arte. Lo shopping? Al Gobi Shopping Center (Gobi Corporation, 1° piano, tel. 99-260245) che vende maglioni, polo e golf in cachemire a 40 euro.

    Tour con voli, fuoristrada e pensione completa in gher sono proposti da I Viaggi di Maurizio Levi (tel. 0234934528, www.deserti-viaggilevi.it ): 12 giorni da 2.850 euro o 18 giorni, passando per i Monti Altai, da 3.890 euro.

    Per informazioni: Mongolian Promotion Board tel. 011 856231 o www.mongolia.it .

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