Chi è Baz Luhrmann e perché si parla tanto di lui 

Chi è Baz Luhrmann e perché si parla  tanto di lui

di Lavinia Rittatore  - 01 Febbraio 2009

Dimenticate Brad Pitt e Angelina Jolie. Ignorate Tom Cruise e Katie Holmes. Oggi la coppia più bella, e brava, del mondo del cinema è quella formata da Baz Luhrmann, 46 anni, e Catherine Martin, 43. Regista lui, costumista e scenografa lei, sposati da 12 anni, sono i genitori di film che hanno fatto battere il cuore a milioni di spettatori, e fatto guadagnare milioni di dollari alle major: Romeo+Giulietta, Moulin Rouge e, ora, Australia. Un commovente kolossal d'amore e avventura, che è anche un inno alla loro terra d'origine e alla passione che li lega, al cinema e nella vita.

Li abbiamo incontrati a Roma, in un grande albergo che domina Trinità dei Monti. Con loro ci sono anche i figli Lillian, 5 anni, e William, 3, due nanny british doc e i protagonisti di Australia. Nicole Kidman è accompagnata dal marito Keith Urban, con Hugh Jackman ci sono la moglie Deborah e i loro due bambini. «Noi siamo gente da circo» ride Baz. «Viviamo e viaggiamo sempre in gruppo. È la prima volta che i bambini visitano Roma. Stamattina abbiamo fatto un giro al Colosseo e ai Fori imperiali e William mi ha chiesto se per caso fossimo a Radiator Spring, la città abbandonata dove è ambientato il cartone animato Cars». «È rimasto impressionato dai resti archeologici: non ne aveva mai visti prima...» aggiunge divertita Catherine.

In tailleur total black Prada («Conosco e stimo Miuccia da anni: sono sue le valigie del personaggio di Nicole in Australia»), si accende come un raggio di sole quando parla del marito: «Ho conosciuto Baz mentre frequentavo la scuola di scenografia e costumi: era il 1987. Lui aveva visto i miei lavori e mi aveva dato appuntamento per propormi un lavoro. Sono arrivata tutta tirata a lucido, ma con dieci minuti di ritardo. Ho suonato il campanello, nessuna risposta.?Ho riprovato dopo un paio di minuti, ancora niente. Ecco, vedi che scema sei, mi dicevo ad alta voce.?A perdere tempo a vestirti hai perso anche il tuo primo colloquio di lavoro. Poi all'improvviso è sbucato Baz, in costume da bagno: tornava dalla piscina, sorridente e scanzonato».

Amore a prima vista? «Non esattamente» continua lui, doppiopetto blu su camicia marrone, jeans e stivali australiani d'ordinanza. «Però l'incontro, previsto di un'ora, si è prolungato per sei: abbiamo chiacchierato di tutto. E da allora non abbiamo più smesso. Catherine è la prima persona a cui racconto i miei progetti, i miei sogni, i miei timori». Gli fa eco lei: «Baz è la persona che mi ha offerto le occasioni della vita. È merito suo se ho conquistato i due  Oscar per i costumi e le scene di Moulin Rouge. Mi sono sentita in colpa: avrebbe dovuto vincere lui». Nessuna invidia? «No, perché mai?» risponde Luhrmann con la sua voce leggermente nasale. «Catherine strameritava quel riconoscimento. Ero e sono orgoglioso del suo lavoro. Noi due siamo una squadra».

E, cinque anni fa, per Australia, la squadra si è imbarcata in un formidabile viaggio sulle montagne russe costato 130 milioni di dollari: «È stato un lavoro enorme» spiega Baz. «Siamo stati mesi in mezzo al deserto, abbiamo dormito circondati da coccodrilli giganteschi. Il posto civile più vicino era a centinaia di chilometri di distanza. Quando giravamo le scene in esterno, vivevamo in tenda. I bambini erano felici ed elettrizzati dal "bong bong" dei canguri che ci saltellavano intorno. Noi, invece, avevamo gli occhi sbarrati dal terrore». «A un certo punto ho pensato che non ce l'avrei mai fatta» aggiunge Catherine. «Duemila costumi sono un numero pazzesco! Un giorno mi sono nascosta nel magazzino e ho cominciato a piangere. È arrivato Baz e mi ha chiesto: "Che cosa c'è? Stai male? Tu non piangi". E io, singhiozzando: "Non finirò mai in tempo". La sua risposta? "Ce la farai, ce l'hai sempre fatta"».

Ma come funziona la vita privata di una coppia così? «Regola numero uno: mai portarsi il lavoro a casa» risponde Baz. «Però la tentazione di mettergli i bozzetti sotto il naso mentre ceniamo è difficile da tenere a freno» ride Catherine. «So benissimo che lei avrebbe voluto farmi delle imboscate, magari appena sveglio di prima mattina» scherza Baz. «Non l'ho fatto» protesta Catherine. «Occuparsi dei bambini è un buon modo per staccare dal lavoro: sono così totalizzanti che non puoi pensare ad altro». «Però ci ritagliamo dei momenti solo per noi: facciamo lunghe passeggiate durante le quali parliamo per ore, esattamente come la prima volta che ci siamo incontrati» conclude Baz.

È arrivato il momento di mettere alla prova il loro affiatamento: in separata sede, chiediamo a ciascuno dei due qual è il primo desiderio che l'altro vorrebbe realizzare. E, soprattutto, se potrebbero mai tradirsi, professionalmente parlando. «Baz vuole subito mettere in cantiere un nuovo film tratto da Il grande Gatsby. Tradirlo? Forse per un aspirapolvere e qualche padella» dice Catherine. «Credo che le piacerebbe starsene a casa con i bambini, un aspirapolvere e un libro di ricette. Ma siccome non potrei mai tradirla, neppure sul lavoro, temo che il suo sia un sogno per il momento irrealizzabile» afferma Baz. Prova superata. Concludendo: se domani i coniugi Luhr­mann si stancassero di Hollywood, avrebbero già una carriera assicurata. Come consulenti matrimoniali.

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