Debora Villa: perché noi ragazze amiamo i bastardi

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Spero che Debora Villa, che è un’amica e una persona che ci guadagna a essere conosciuta da vicino, approvi la definizione che ho coniato per il suo romanzo d’esordio Amo un bastardo (ma non è il mio cane) (Mondadori). Che è una divertentissima commedia post Sex and the City. O, se preferite, un nuovo corso nel genere della chick lit, la letteratura amata dalle pollastrelle di tutte le età. Perché la ricetta sembra simile, dalle amiche che salvano la vita agli uomini che la rovinano, ma invece compaiono parecchi ingredienti nuovi: per esempio il tentativo di mediare nella coppia. E perché, al sale dell’ironia, Debora ha aggiunto un pizzico di zucchero a velo. Con un finale romantico, rivoluzionario di questi tempi, che incita, invece che a brindare alla propria ritrovata libertà (sessuale e no), a saper perdonare le manchevolezze (sessuali e no) del bastardo di turno.

/5

Lo sapevate? Ci sono le Mduv (mogli di una volta) e le Mcdo (mogli cornute di oggi). Almeno secondo la comica milanese, che sull’argomento ha appena scritto un romanzo esilarante. Per screditare certi uomini, colpevoli di tradire. E di farsi riverire

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