Dinastia Chaplin: Geraldine/Oona, madre e figlia a confronto 

È la prima volta che lavorano insieme al cinema. Abbiamo incontrato le discendenti dirette del leggendario Charlie, genio della commedia muta e sonora e icona culturale internazionale all'anteprima del film di Stefano Bessoni, "Imago Mortis"

di Giulia Blasi  - 16 Gennaio 2009

È la prima volta che Geraldine e Oona Chaplin lavorano insieme al cinema. Abbiamo incontrato le discendenti dirette del leggendario Charlie, genio della commedia muta e sonora e icona culturale internazionale all'anteprima del film di Stefano Bessoni, Imago Mortis*, in cui interpretano rispettivamente il ruolo di una contessa fragile e inquietante e della studentessa che si innamora del protagonista del film. Forse è perché hanno solo una scena insieme che l'eterna dinamica madre-figlia "Tesoro, forse dovresti farla un po' più così..." non è scattata. «Sarei stata giustiziata sul posto» scherza Geraldine. «Ma non è vero!» protesta Oona. «E comunque, sì, avevamo una scena sola in comune. In cui io dicevo una battuta, per cui sono rimasta seduta lì a guardarla, ed era come non vedere mia madre. È stato molto bello.» «Ero molto nervosa per lei» aggiunge Geraldine «ma poi l'ho vista lavorare, e mi sono resa conto di quanto sia brava, e di quanto sia solida la sua formazione professionale.»

Discendere da una dinastia di giganti del cinema e del teatro - il bisnonno di Oona era Eugene O'Neill, padre della sua omonima nonna Oona, ultima moglie di Charlie Chaplin e madre di Geraldine - è una pressione con cui si impara a convivere. «È ovvio. Si arriva a un punto in cui la realtà e le ambizioni entrano in conflitto. Ma si arriva anche, poi, a capire che il punto non è "dar seguito alla dinastia". Il punto è "fare del mio meglio, e lavorare sodo". Se ci si concentra su quello, e sul tentativo di fare qualcosa di meraviglioso, ecco che tutto si risolve.»

Il cinema internazionale, ma quello americano in particolare, ha un'offerta molto limitata di ruoli per le donne. Certo, non mancano (soprattutto in Europa) ruoli centrali in grandi drammi del cuore, in cui la supposta forza interiore femminile si dispiega e trionfa.

«A me invece ormai capitano solo i ruoli da nonna: nonna cattiva, nonna buona, contessa pazza...» scherza Geraldine. «Dipende dal fatto che non mi sono mai fatta tirare la faccia, e sono una delle poche della mia età a non averlo fatto. Per cui, se cercano una nonna, vengono subito da me: non ho mai lavorato tanto come adesso! Va anche detto, però, che se vado al cinema io voglio vedere i giovani. I vecchi non mi interessano.»

La parte della Contessa Orsini, in Imago Mortis, non ha richiesto una preparazione molto lunga: «Si tratta di un personaggio molto caricaturale. In questi casi si lavora molto sul movimento, sul dare la sensazione di estrema fragilità. Le parrucche e i costumi fanno il resto.»

Oona, invece, ha un ruolo che non le somiglia affatto. Di persona appare vivace, frizzante, carica di energia: tutto il contrario della placida, dolce studentessa di cinema che interpreta nel film. «Arianna ha richiesto molto lavoro perché possiede una serenità che io non ho assolutamente. Quando stavo lavorando al film, non potevo abbandonarla mai: credo che le persone che mi hanno conosciuta durante la lavorazione del film abbiano visto una persona che non ero io. Se avessi lasciato andare Arianna, mi sarebbe stato molto difficile farla tornare.» La giovane Chaplin ha un desiderio viscerale. «Muoio dalla voglia di fare la dura. Non nel senso di "donna forte che trionfa contro le avversità", proprio nel senso di donna che picchia.» Qualcuno telefoni a Quentin Tarantino: come lui, nessuno mai.

* Necessario disclaimer: ho collaborato alla sceneggiatura del film.

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