Donne in nero 

A Courmayeur, all'interno del prestigioso Noir in Festival, un posto d'onore ai libri in rosa. E un premio speciale ad Alicia Giménez-Bartlett, la "mamma" dell'ormai celeberrima ispettrice Petra Delicado

di Francesco Chignola  - 04 Dicembre 2008

Donne in nero, Women in noir. Non è l'immagine stereotipata di un funerale tradizionale del Sud Italia, ma è il titolo di un'incontro che si terrà a Courmayeur sabato 6 dicembre, all'interno del prestigioso Noir in Festival. Che è un festival cinematografico, ma non solo, e che quest'anno ha scelto di macchiare di rosa il suo tradizionale color nero. Sono sempre di più infatti le donne che scrivono romanzi gialli, noir, thriller: come uscire dagli sterotipi tutti maschili della letteratura di genere, soprattutto nel nostro paese?

Se lo chiederanno tre scrittrici straniere e tre italiane, moderate da Loredana Lipperini. A rappresentare l'estero ci saranno la svedese Liza Marklund (I soliti sospetti, Delitto a Stoccolma), l'inglese Sharon Bolton (Sacrificio), e soprattutto la spagnola Alicia Giménez-Bartlett. Quest'ultima riceverà infatti l'ambito Premio Raymond Chandler. Che nelle ultime due edizioni era stato dato a nomi di spicco come Elmore Leonard e Scott Turow. Le tre scrittrici italiane saranno le milanesi Simona Vinci (Dei bambini non si sa niente, Stanza 411) ed Elisabetta Bucciarelli (Happy Hour e Dalla parte del torto), e la romana Chiara Tozzi, sceneggiatrice e psicoterapeuta il cui romanzo Quasi una vita è uscito quest'anno per Feltrinelli.

Ma la diciottesima edizione del Noir in Festival, a Courmayeur dal 4 al 10 Dicembre, ovviamente non si ferma qui. La parte più corposa è come da tradizione dedicata al cinema: il film d'apertura è The Bank Job di Roger Donaldson, con Jason Statham, ma attesissimi sono anche titoli come My name is Bruce di Bruce Campbell (autobiografia autoironica dell'attore de L'armata delle tenebre), Quarantine di John Erick Dowdle (un remake dell'horror spagnolo Rec) e il bellissimo The Chaser di Na Hong-Jin, tra i più importanti successi del cinema coreano recente. C'è anche una curiosa sezione chiamata "007 all'italiana": vengono proiettate le pellicole italiane degli anni '60 ispirate, in un modo o nell'altro, alle avventure dell'agente segreto James Bond. Titoli curiosi e invisibili come Agente S3S Passaporto per l'Inferno di Stefano Sollima

Nel frattempo, morto un festival se ne fa un altro: si è infatti da poco concluso il Torino Film Festival, che si è tenuto nel capoluogo piemontese dal 21 al 29 Novembre. Se il premio per la miglior attrice è andato alla bravissima Emmanuelle Devos per il film belga Non-dit, la parte del leone l'ha fatta il cileno Pablo Larrain con il suo Tony Manero. Che ha conquistato anche il premio per il miglior attore, dato al protagonista Alfredo Castro, nei panni di un disoccupato con l'ossessione di John Travolta durante la dittatura di Pinochet.

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