Quello che il FAI fa per l'ambiente. E per il nostro futuro 

 - 11 Ottobre 2011
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Fai

 

La violenta crisi che stiamo vivendo non è solo una crisi economica; è la crisi di un modello di sviluppo arrivato al capolinea; è la crisi di un sistema che, pur a fronte di danni forse irreversibili al Pianeta, ha portato un indiscutibile e salvifico benessere diffuso che lentamente ci ha condotti al bisogno di un superfluo diffuso. Avviandosi a esaurimento anche la domanda di superfluo, il sistema e l'economia occidentale entrano in crisi, lasciando ad altri Paesi del globo l'avventura dello sviluppo economico. Il modello occidentale di sviluppo della vecchia Europa e del Nord America va dunque rivisto e molti dei suoi componenti reinventati.

Come spesso succede a chi si trova in un momento di crisi, capita anche a noi oggi, come cittadini illusi che la crescita potesse essere infinita e attoniti nel renderci conto che così non è, di fermarci a riflettere sul futuro del nostro Paese (anzi del nostro Continente) e di l'importanza dei Valori fondamentali ai quali fare di nuovo riferimento sia come uomini che come cittadini.
Il crollo del Muro di Pompei è stato, a questo proposito, "salvifico". Improvvisamente molti italiani - ma non quelli che governano - si sono accorti che la LORO Italia, quella loro irripetibile, adorata Penisola del Tesoro, stava incominciando davvero a crollare. L'allarme fu palpabile, lo sconcerto della gente pure. Le reazioni del Governo? Dopo i tagli alla cultura di quasi 1 miliardo di euro previsti in Finanziaria per il triennio 2009-2011, sono stati previsti ulteriori 174 milioni di euro per il triennio 2011-2013. Ma non basta. Secondo i dati Federculture, gli stanziamenti per i beni culturali in Italia sono lo 0,19% del bilancio dello Stato, pari a 1,509 miliardi di euro (in calo del 30% negli ultimi cinque anni, e che diventano 4,8 miliardi se si calcola l'intero investimento pubblico comprendente Stato, Regioni ed Enti locali), a fronte dell'1% della Francia e dell'1,20 dell'Inghilterra, mentre in base ai dati Uil negli ultimi undici anni il MiBAC ha perso 7mila dipendenti.
La cultura come pilastro del riscatto civile ed economico
Tra i "nuovi" Valori fondamentali ai quali fare riferimento per affrontare la crisi in atto, il FAI non può non indicare al Paese quelli della cultura, della bellezza e dell'armonia tra la vita dell'Uomo e la Natura che lo ospita. Valori tuttora considerati - con colpevole cecità - superflui da chi ha governato e governa il nostro Paese, a giudicare dai dissennati, continui e pervicaci tagli alla cultura, al restauro, all'istruzione.

La cultura italiana - culla della civiltà occidentale -, il Paesaggio Italiano - ispirazione per alcuni tra i più grandi Poeti e i più grandi Pittori europei -, la Bellezza italiana - che da Annibale a George Clooney da sempre miete milioni di vittime - DEVONO, per il FAI, tornare a essere IL carattere distintivo del nostro Paese. E soprattutto devono finalmente essere considerate una tra le "nuove" risorse sulle quali puntare per il riscatto civile ed economico nazionale.
L'esigenza di un radicale cambiamento in questo senso è già notevolmente diffusa fra la società civile. Lo dimostra il fatto che, nonostante la crisi in atto e a fronte di stanziamenti nei beni culturali pari come abbiamo detto a 4,8 miliardi di euro, musei, teatro, musica e cinema generano valore per circa 40 miliardi di euro, pari al 2,6% del Pil nazionale. Percentuale che sale al 13% se si considera anche il turismo culturale, per una cifra complessiva pari a 203 miliardi di euro. La spesa in cultura delle famiglie italiane dal 1999 al 2009 inoltre è aumentata del 24,3%, trend confermato anche nei primi sei mesi del 2011 da un incremento del 3,9% nella fruizione delle attività culturali. Nello stesso decennio, il teatro ha fatto registrare un aumento di ben il 46%. In aumento anche le visite ai siti archeologici con un incremento del 2,3% nel 2009 rispetto all'anno precedente.

Passando al turismo, secondo Federalberghi quest'anno è cresciuto del 2%, con un picco del 3,5% in agosto, grazie soprattutto ai turisti stranieri (fonte Federalberghi); in base ai dati di Touring Club, infine, nel 2009 il 34,4% dei soldi spesi in Italia dai visitatori stranieri, pari a 9,4 miliardi di euro, sono stati incassati grazie al turismo culturale.

Il FAI c'è, ma ha bisogno dell'aiuto di tutti
Di fronte a questa grande sfida che ci aspetta, il FAI è come sempre pronto a fare la sua parte: Fondazione privata di utilità sociale, da oltre 35 anni lavora ogni giorno seguendo i dettami dell'art. 9 della Costituzione italiana, per salvare, per sempre e per tutti, e restituire alla collettività testimonianze uniche del patrimonio d'arte, natura e paesaggio italiano. Dal 1975 a oggi il FAI ha dimostrato con i fatti il suo impegno: ha salvato 46 Beni di cui 23 regolarmente aperti al pubblico; quest'anno ha "donato" all'Italia tre splendidi gioielli: il Negozio Olivetti di Carlo Scarpa in piazza San Marco a Venezia; Villa dei Vescovi a Luvigliano di Torrreglia (PD), una delle più splendide del '500 italiano; il Bosco di San Francesco ad Assisi, che sarà inaugurato il prossimo 11 novembre; l'anno prossimo, sarà impegnato nella gestione di alcuni meravigliosi "pezzi" d'Italia che gli sono stati affidati, splendide testimonianze di paesaggi delle Cinque Terre e delle Alpi Orobie in Valtellina, e la Casa e Torre Campatelli a San Gimignano, città riconosciuta dall'UNESCO "patrimonio mondiale dell'umanità"; continuerà infine a lavorare per ottenere l'affidamento di altri gioielli paesaggistici in Puglia e Calabria.

Oggi abbiamo un'occasione unica per regalare a noi stessi, ma soprattutto ai nostri figli e alle generazioni che verranno, un futuro migliore, ispirato a un diverso modello di vita. Una sfida che può essere vinta solo salvando quei beni culturali che rappresentano la nostra storia e la nostra identità. Si tratta di un compito impegnativo, che ha bisogno dell'aiuto di tutti: per questo vi chiediamo di inviare un SMS al 45506 per sostenere la campagna del FAI "Ricordati di salvare l'Italia", oppure di fare una donazione allo stesso numero da rete fissa.

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