Fare un libro in due è stato come avere un figlio 

Intervista ad Aldo Nove e Maria F. Tassi
Aldo scriveva guardando i disegni di Maria e, viceversa, lei illustrava le parole di lui. Questo bellissimo oggetto si intitola Zero il robot ed è pieno di disegni. Ma non lasciatevi ingannare: non è un libro per bambini. Non solo.

di Laura Carcano  - 17 Giugno 2009

«Tu cosa sai fare?». «Disegnare», risponde lei. «Ah, io scrivo libri invece», spiega lui. I due si sorridono.
Così potrebbe nascere una storia d'amore e poi, nel tempo, anche dei figli . In questo caso Aldo Nove (lo scrittore) e Maria Francesca Tassi (l'artista) mi giurano di no, che è nato solo un libro, anche se per loro è un po' un figlio. Ma come si fa a fare un libro in due? L'idea delle illustrazioni che normalmente trovate nei libri è semplice: le cose che leggo possono essere disegnate. Ma è vero anche il contrario, le immagini possono ispirare racconti e personaggi. «Io portavo i miei disegni finiti ad Aldo, lui mi mandava le storie scritte. Non avevamo un piano, ci abbiamo provato a trovarci per delle riunioni ma finivamo col parlare di quando eravamo bambini, di vacanze, dei nostri fidanzati...».

Siamo ai giardini pubblici di Milano, quelli che un tempo erano lo Zoo. Da bambina venivo con mio padre a vedere la vasca degli ippopotami dai denti enormi e la gabbia dei leoni sempre stanchi. Un passo nell'infanzia, penso quindi non sia un caso se tra le mani ho Zero il robot, un libro con una copertina in tela, di quelle che non si vedono più. E, non solo il titolo pare quello di un cartone animato, ma è anche pieno di disegni e sembrerebbe quindi scritto per i bambini, e solo per loro. Ma è un inganno.
«E' un libro in cui ci sono delle cose che i genitori devono spiegare ai figli e altre che i bambini devono spiegare per bene ai grandi».

Protagonista è il Bambino con la Febbre. «Ero piccolo quando mi venne la febbre a 40°, avevo le allucinazioni - mi racconta Aldo Nove - vedevo i numeri venirmi addosso, erano duri. E più era alto il numero più erano grandi e pesanti. "Mamma, aiuto! Sta arrivando un 129!", gridavo dal letto».

La stroia è quella della nascita dell'Universo, ed essendovi molte cose in esso, anche nei disegni se ne trovano tantissime. Ci sono addirittura Kylie Minogue e Rita Levi Montalcini.  

La storia è ciclica, quando pensi stiano finendo le pagine tutto ricomincia da capo con un libro dentro il libro: Zero il robot lo si potrebbe continuare a leggere per sempre. «Speriamo nessun bambino si ammali continuando a riprenderlo dall'inizio in un giro infinito», scherza Maria Francesca Tassi.

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