Giorno 2 - a San Francisco low cost 

Chinatown, i trenini scoperti, un Mojito e cioccolato all'arancia...

di Valeria Sgarella  - 18 Novembre 2008

Giorno 2 - Chinatown/Fishermen's Wharf

Alla reception dell'albergo c'è caffè a volontà e briochine alla cannella. Con tanto di connessione internet gratis. E noi che pensavamo già male di quel tizio che ieri ci ha trattato con tanto distacco, tentando di uccellarci con la carta di credito.

Il tempo è cupo: siamo nel pieno della cosiddetta Indian Summer, quella che porta perturbazioni ottobrine ad agosto. Serve la giacca. Una felpa pesante è il minimo sindacale. Ma forse anche per questo la città emana un inspiegabile aura di fascino. Non serve noleggiare un'auto: si gira bene a piedi e col bus (1.50 $ a corsa, indipendentemente dalla distanza). Da Union Square, il quartier generale, parte la nostra missione possibile: arrivare a Chinatown, il quartiere cinese. Molto pittoresco, molto in salita. Ci facciamo tentare da un adorabile caffè/frulleria (Sweetheart Cafè, 909 Grand Avenue) che vende i cosiddetti smoothies (trendissimi frullati di frutta con dentro delle palline gommose che non ci chiediamo cosa siano, ed è bene non lo facciate nemmeno voi). Seguono svariati negozi di cianfrusaglie dai quali ci faremo tentare solo in parte. Decidiamo di prendere un cable car, un bizzarro trenino semiscoperto che funziona come un tram: in orari più tardi del pomeriggio la gente sta in coda ore ed ore per salirci. Il bizzarro mezzo ci porta dritti al Fishermen's Wharf, in origine porto per i pescherecci e mercato del pesce, oggi vivacissima area di passeggio turistico e non, all'interno del quale troneggia il coloratissimo Pier 39, il molo principale con negozi e divertimenti vari. Lo giriamo praticamente tutto, ci facciamo la passeggiata sul lungomare, da cui si vede un'immensa colonia di leoni marini.  Per pranzo decidiamo di concederci la specialità del posto: il crabfish sandwich, il panino con ripieno di granchio della baia. Al Lou's Pier  costa 8.95$. Scegliamo un tavolo fuori per avere sotto gli occhi lo spettacolo della strada, percorsa dai mezzi di trasporto più assurdi. Per magia, a un certo punto, al piano di sopra comincia la musica dal vivo. Una buona ragione per stare in questo posto per tutta la sera. Al secondo Moijto ci stacchiamo e passeggiamo senza meta fino a Ghirardelli Square, dove c'è l'ex fabbrica di cioccolato Ghirardelli, ora punto vendita di cioccolato. Tanto e delle più svariate specie: 4 tavolette a scelta,  20$. Nel frattempo è notte inoltrata. Mojito e cioccolato all'arancia sono un accostamento da sballo. Ci fanno da carburante. E va bene perché ci aspettano giusto 40 minuti di camminata per tornare in albergo. Ce la faremo.

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