Giorno 3 - a San Francisco low cost 

L'incrocio dove è nata la Beat Generation, sotto il sole, il flower power, il beatinik, la casa dei Greatful Dead e le mamme alternative...

di Valeria Sgarella  - 18 Novembre 2008

Giorno 3 - Haight / Ashbury

Ci alziamo alla buon'ora,  mettendoci bene in testa che questo è il nostro ultimo giorno a San Fran. Lo sa anche il tempo, che decide di regalarci nientemeno che il sole. Decidiamo di andare laddove, tra il 1965 e il 1970, pulsava incessante il messaggio peace & love, e nasceva la Beat Generation: l'incrocio magico di due strade:  Haight  e Ashbury.

Decidiamo di andarci a piedi, cosa che richiede quasi un'ora. Capiamo che qualcosa si sta aprendo dinnanzi a noi quando comincia una fila infinita di case vittoriane coloratissime, con strutture bizzarre. Molte sono evidentemente abbandonate, altre "viventi". Si ha la netta sensazione che alcune siano delle comuni. Lungo Haight comincia una serie infinita di negozi coloratissimi e invitanti. Tutto parla di flower power; la generazione beatnik è urlata e strombazzata. Ma è quella che si compra, ed è ben lontana da quella che fu. Basti pensare che proprio all'incrocio leggendario tra Haight e Ashbury sorge una gelateria della famosa catena Ben & Jerry. C'è gente per le strade che ancora vive come i figli dei fiori di allora; alcuni sono certamente homeless, e magari figli dei fiori li sono stati veramente. Altri sono ragazzi giovanissimi che semplicemente hanno scelto di emulare qualcosa che non c'è più. Per quanto riguarda noi, siamo molto contente di essere qui. Basta non pensare troppo a come poteva essere. Certi negozi sono irresistibili, come ad esempio Land Of The Sun  (1715 Haight Street). Io compro una t-shirt con il magico incrocio stilizzato, il classico del merchandising locale. Costa 15 dollari.  Ci concediamo anche una pausa allo Squat & Gobble caffè e creperie (1428 Haight Steet, www.squatandgobble.com).

Ma la nostra missione vera è andare alla scoperta dei luoghi del rock, non a fare shopping. A pochi passi da dove siamo, c'è il "710 di Ashbury Street", una casa dove per un certo periodo abitarono tutti insieme i Greatful Dead (erano in 6), maestri del rock psichedelico. Poco più in là c'è il Fillmore, un tempio della musica dal vivo dove ha suonato praticamente chiunque, di qualsivoglia generazione. E poi ci si trova quasi all'improvviso all'ingresso del Golden Gate Park, un estesissimo parco che batte in estensione il Central Park di New York, e che accoglie le migliaia di senza casa che puntellano tranquilli la città. Abbiamo camminato tantissimo e ci sdraiamo sull'erba. Mi scappa l'occhio su due giovani signore un po' alternative con i bimbi in braccio, e chiedo di fotografarle. Loro esitano un poco e poi dicono di si... Sulla strada del ritorno attraversiamo un altro piccolo parco, il Panhandle,  uno dei più malfamati del mondo, sulla via della redenzione. La via della redenzione per noi è Oak street, che ci porta al bus verso casa.

Col cavolo che ce la facciamo a piedi, questa volta...

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