Gossip Girl, fashion-serie TV non solo per teenager 

Ricchi, belli, arroganti, i rampolli dell'Upper East Side di Manhattan protagonisti del nuovo telefilm di Italia 1 conquisteranno anche chi il liceo l'ha finito da un pezzo. La loro vita viene monitorata in tempo reale da una fantomatica blogger che diffonde in rete una montagna di segreti

di Francesco Neri  - 08 Gennaio 2009

Gossip Girl debutta questa sera su Italia 1 e sarà una delle migliori serie che abbiate mai visto. Ammetto di aver inizialmente archiviato Gossip Girl  come "robetta da teenager", ma mi sbagliavo. Eccome se mi sbagliavo.In questi giorni di feste natalizie, in totale astinenza da serie, ho deciso di darle un'occasione e non me ne sono pentito. Il colpo di fulmine è arrivato al secondo episodio con la chiusa "sappiamo che una nazione non può avere due regine".

Sebbene il pubblico di riferimento di Gossip Girl siano chiaramente i teenager, la serie non dispiacerà anche a chi il liceo l'ha terminato da un po'. Gossip Girl ruota intorno alla vita di alcuni giovani rampolli dell'Upper East Side di Manhattan. Ricchi, belli, arroganti, dal linguaggio caustico e con una vita per nulla perfetta, vestiti a parte. Il tutto viene monitorato in tempo reale dalla fantomatica blogger "Gossip Girl" che, non si sa come, conosce ogni loro movimento e battibecco e li diffonde immediatamente in rete rimbalzando altrettanto rapidamente nei rispettivi Blackberry. Nessuno sa chi sia, ma i suoi post sono la Bibbia dell'Upper East Side che conta. Gossip Girl è anche la voce narrante di ogni episodio e nella versione originale è interpretata da Kristen Bell (Veronica Mars) che è stato per me motivo di hola istantanea.

Nonostante la giovane età i protagonisti agiscono da adulti in tutto e per tutto. E questo forse è l'aspetto più reale della serie, che mostra come i teenager attuali, età a parte, di teen abbiano molto poco. Sono dei giovani adulti alle prese con problemi da adulti.

I personaggi sono ben strutturati e nessuno di loro è completamente buono o cattivo. I due aspetti convivono in ognuno di loro. Molto reale e molto spiazzante. È difficile stabilire con chi schierarsi. Vediamoli  rapidamente.

Serena Van der Hoodsen (Blake Lively). Serena è una leader naturale. È sempre al posto giusto al momento giusto e questo le causa non pochi problemi, soprattutto ora che invece vorrebbe starsene lontana dai riflettori.

Blair Waldorf (Leighton Meester). Amica/nemica di Serena, vuole per sé il ruolo di regina del gruppo. Ma nonostante Serena glielo abbia ceduto volentieri, per un motivo o per l'altro le due si trovano spesso in situazioni di conflitto. Blair soffre terribilmente il rapporto con la madre.

Dan Humphrey (Penn Badgley). Dan è l'outsider. Vive con il padre e la sorella a Brooklyn, ma frequenta l'Upper East Side per motivi di qualità degli studi. Dan vive un rapporto di amore-odio con quel mondo da cui è fortemente attratto e al contempo disgustato.

Nate Archibald (Chace Crawford). Nate è il classico ragazzo ricco che non sa cosa vuole davvero nella vita. Vorrebbe tanto ribellarsi al padre, ma nonostante i numerosi tentativi non ci riesce.

Chuck Bass (Ed Westwick). Per ora è il personaggio più completo e dai segni più forti. Chuck, a differenza di Nate, adora la sua condizione di ragazzo ricco e potente. Cinico, immorale, farebbe qualsiasi cosa per sfuggire la noia che potrebbe consentirgli il benessere economico.

Per ora ho visto una decina di episodi e la serie non ha ancora subito alcun calo. Se proprio dovessi trovare un difetto, direi che manca un personaggio alla Seth Cohen (The OC), in grado di sdrammatizzare certe situazioni. A parte questo, j'adore!

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