Il fascino della Liguria d'inverno 

Sulla Riviera di Ponente c'è il clima mite
di Sanremo. Ma non solo. Lasciata la costa, si percorrono strade di charme e si visitano piccole valli che regalano atmosfere uniche. Un itinerario tra borghi, terme e vigneti

di Pietro Tarallo  - 17 Febbraio 2005

Se ami il clima mite della Riviera di Sanremo a pochi chilometri c'è un angolo di Liguria inedito e di charme: ti raccontiamo il fascino discreto della Val Nervia. Si addentra verso le Alpi Marittime: circa 20 chilometri di storia, arte, natura e artigianato d'autore. Ma anche di vini doc e piatti prelibati.

Si lascia l'Aurelia subito dopo Bordighera, dove le teste coronate della Belle Epoque trascorrevano vacanze allora ritenute esotiche, e si imbocca la provinciale che, seguendo il corso del fiume Nervia, porta fino a Dolceacqua, dominata dal Castello dei Doria, potente famiglia genovese che ebbe qui importanti possedimenti. Dentro è vuoto e diroccato, non vale la pena di visitarlo. Mentre è spettacolare se visto dal Ponte Vecchio, gioiello architettonico in pietra, a schiena d'asino e a una sola arcata, che porta nel borgo, dove ci si perde nel dedalo di stradine ferme nel tempo. Il ponte è stato immortalato da Claude Monet in un famoso dipinto e la presenza dell'impressionista francese ha dato vita a una scuola pittorica locale.

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Tra i nomi più significativi  Raimondo Baldissone (piazza Garibaldi 10, tel. 0184206205), noto per i suoi quadri figurativi, e l'emergente Oreste Polidori (cell. 3391109982), che ha l'atelier all'interno della Mostra dell'Artigianato, allestita in un vecchio frantoio in via San Biagio. Sono, invece, ceramiche, terrecotte e sculture in pietra le opere di Claudio Marciano esposte allo  Studio Esedra (via al Castello 11, tel. 0184206969). Le occasioni per fare shopping a Dolceacqua sono tante. È questa la patria del Rossese, il vino doc dal colore rosso rubino, abboccato e corposo, e dal profumo intenso con sentori di fragoline e rosa appassita, che fu amato moltissimo da Napoleone I e dal papa Giulio III. Lo si può comprare da Adriano Maccario (via San Bernardo 23, tel. 0184206013; www.ilbausco.com) che accoglie i suoi ospiti nella cantina secolare, dove vende anche olio extravergine, tutto prodotto biologicamente. Bisogna prenotare prima telefonando alle ore dei pasti.

Stampe d'epoca e gioielli si trovano nella Galleria Antigone (via al Castello 46, tel. 0184206969). Mentre i tessuti d'arredamento, realizzati con antichi telai a mano, si comprano da Intreccio Magico (via al Castello 14, tel. 0184 206140). Ogni ultima domenica del mese si tiene in piazza Mauro il Mercatino del Biologico, dove si vendono solo prodotti della zona. Dopo pochi chilometri la strada si impenna in improvvisi tornanti fra i vigneti da cui nasce il Rossese. Una piccola deviazione e si raggiunge l'Aria Fina (via La Colla, tel. 0184206031), ristorante grand gourmet situato in una posizione panoramica, dove si gustano fiori di zucca e verdure ripiene, taglierini al sugo di coniglio e arrosto di agnello al fuoco di legna preparati dallo chef Guido Bartolonai, molto conosciuto nella zona.

Riprendiamo la Provinciale e, all'altezza del bivio per Rocchetta Nervina, si sale verso Bricco di Arcagna.

Su un poggio sospeso nel cielo si trova l'agriturismo Terre Bianche-Il Casone (tel. 018431426; www.terrebianche.com), una bella casa di pietra dell'Ottocento, con camere al profumo di lavanda e alti letti della nonna in ferro battuto. Il costo di una doppia parte da 50 euro, con la prima colazione.

Le proposte on line per un weekend invernale sulla Riviera di Ponente

>>Le coccole e gli ozi. Ancora più a nord, ecco Pigna, arroccata su un colle e dominata dalla quattrocentesca Parrocchiale di San Michele. All'interno non devi perderti la grandiosità del polittico di Giovanni Canavesio. Sono ben 34 scomparti che narrano la storia umana e celeste di San Michele. Il nome del borgo deriva dal curioso impianto urbanistico, costituito da una serie di anelli concentrici collegati fra loro da carruggi avvolti nella penombra, detti "chibi", ossia scuri, che formano una sorta di grande pigna.

Un po' fuori paese è in funzione lo Stabilimento Termale di acqua cloro-solforosa, nota anche ai Romani per le sue qualità terapeutiche. Il Grand hotel antiche terme di Pigna (Regione Lago Pigo, tel. 0184240010; www.termedipigna.it) riapre al 21 marzo e offre una camera doppia a 90 euro. Il palazzo, dei primi del Novecento, è stato completamente ristrutturato e dispone di una piscina coperta e due esterne, beauty farm, palestra e sauna. Un esempio: il programma "antistress", con 11 massaggi diversi e due riflessologie plantari e aquagym termali costa 600 euro.

Lasciati gli ozi delle terme si riprende la strada e si continua a salire. Su di uno sperone di roccia a strapiombo sulla valle si profila Castel Vittorio, chiamato così all'indomani dell'Unità d'Italia per rendere omaggio ai Savoia. Assediata dai boschi di castagni regala un bel panorama verso Pigna e, girando lo sguardo, sulle Alpi Marittime. Fra le case dai tetti rossi, sotto la mole del bel campanile settecentesco, trovi il ristorante Busciun (via Caviglia 1, tel. 0184241073). Le golosità inedite sono il "turtun", la soffice torta di verdure miste dell'orto appena colte, e il "barbagioai", una sorta di grosso raviolo con toma e barba di frate, cotto in forno. Specialità della casa è lo stufato di capra e fagioli.

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