Il Natale dei bambini e quello degli adulti 

La perdita del Natale è un indubbio svantaggio della vita adulta. Finché si è piccoli, o almeno piccoli abbastanza da contribuire all'atmosfera natalizia semplicemente essendoci, il Natale è uno dei momenti più teneri e meravigliosi dell'anno. L'attesa dei regali (senza lo stress di doverli fare), il pranzo con i cugini, i nonni, il film d'animazione in TV e infine il sonno, pesante e beato. A Natale è meglio essere bambini...

di Giulia Blasi  - 26 Novembre 2008

La perdita del Natale è un indubbio svantaggio della vita adulta. Finché si è piccoli, o almeno piccoli abbastanza da contribuire all'atmosfera natalizia semplicemente essendoci, il Natale è uno dei momenti più teneri e meravigliosi dell'anno. L'attesa dei regali (senza lo stress di doverli fare), il pranzo con i cugini, i nonni, il film d'animazione in TV e infine il sonno, pesante e beato. Invertendo l'ordine dei fattori, per chi festeggia la Vigilia e non il 25, il risultato non cambia: a Natale è meglio essere bambini.

Ricatturare quell'emozione da grandi è complesso e spesso impossibile. Il Natale di una donna adulta è un'esperienza ansiogena: compra i regali, cucina, invita o subisci l'invito e relativo pranzo con i parenti, sopporta l'inevitabile terzogrado di nonne e zie sulle tue scelte di vita, e via dicendo. Santo Stefano non arriva mai abbastanza in fretta.

Eppure era bello. Basta sbucciare un mandarino per sentirne subito l'odore, del Natale. Un morso di torrone apre gorghi di nostalgia. Ritornare bambini a Natale si può, anzi, un po' si dovrebbe: è un genere di felicità pura che non si spiega e non si racconta, e che è un peccato non cercare di ricatturare, almeno in parte, anche se si hanno figli. Una mamma contenta e serena è una mamma più predisposta alle coccole e alla tenerezza, e sono le coccole e la tenerezza a fare la differenza.

Si comincia ripristinando la sorpresa. Soprattutto nelle coppie, si finisce spesso per usare il Natale come una scusa per comprarsi a vicenda cose noiosamente utili. Quello che rendeva speciale il momento dell'apertura dei pacchetti era il non sapere cosa avesse portato Babbo Natale o Gesù Bambino. Per le spese noiosamente utili ci sono altri trecentosessantaquattro giorni: il Natale è più bello, se acquattate sotto i rami dell'abete ci sono cose deliziosamente inutili. Che devono comparire rigorosamente pochi minuti prima dell'apertura dei pacchi stessi.

Già che ci siamo, l'abete: il massimo è il presepe di cartapesta con il fiume di acqua vera che ci scorre in mezzo (mia madre è riuscita a fabbricarlo con un motorino da lavatrice: McGyver, quando non riesce a risolvere un problema, le telefona), ma se non siete tipi da diorama, almeno l'albero (sintetico, o vero con le radici, che poi si ripianta) va fatto. Con le lucine e tutto. Non vanno bene gli alberi postmoderni, sagomati, di carta, plastica, vetroresina, o peggio ancora quegli orrendi pupazzi che se ci passi vicino cantano Jingle Bells. L'albero dell'infanzia è un abete che per metterci la punta bisogna salire sullo sgabello.

Recitare la poesia sopra i dieci anni è un sicuro biglietto di sola andata per il Centro d'Igiene Mentale, ma per tornare bimbi a Natale basta molto meno: basta non ospitare la cena o il pranzo. Spostate il ritrovo altrove, offrendovi magari di portare qualcosa da mangiare. Mettere da parte lo stress da performance è fondamentale per il godimento di un Natale davvero magico.

La compagnia è fondamentale. Il Natale dei bimbi è un Natale in famiglia: è vero, ci si può divertire moltissimo anche facendo il Natale fra amici, ma si finisce per sentirsi tutti un po' orfani, per quanto orfani moderni e al passo con i tempi. Per tornare all'infanzia ci vogliono dei parenti, preferibilmente i genitori, meglio di tutto anche i nonni se ci sono ancora. Zii, zie e cugini aggiungono punti-infanzia al Natale. La cosa essenziale è non farsi coinvolgere in liti o discussioni: rimandate tutte le risposte acide e le osservazioni taglienti alla prossima riunione di famiglia, e pazienza se ve ne andate con una valigia di esprit d'escalier. Tanto lo sapete che la nonna, la mamma e la zia ripetono sempre le stesse cose: serbate le arguzie definitive per la prossima volta.

© Riproduzione riservata
Pubblica un commento
 
 
salute/vivere-meglio/il-natale-dei-bambini-e-quello-degli-adulti$$$Il Natale dei bambini e quello degli adulti
Mi Piace
Tweet