La nuova tribù 

Leggi questo testo scritto da Emilia Marasco, autrice di Famiglia: femminile plurale (Mondadori)

di Emilia Marasco  - 10 Maggio 2011
Credits: 

Mondadori

 
Tag: libri, famiglia, figli

Può essere che tutto proceda linearmente: ci si sposa o si convive per poi sposarsi magari dopo un po' di tempo, arriva un figlio, a volte due (più di due si è già fuori statistica) e si affronta la vita riuscendo a tenere insieme la coppia e il nucleo famigliare. Accade, a qualcuno accade.

Sempre più spesso però questa linearità sembra appartenere solo agli altri, ai vicini di casa che festeggiano le nozze d'argento, alla cugina di una cugina che si sposa dopo la nascita del secondo figlio (perché se aspetta i PACS finisce che nemmeno nella vecchiaia riuscirà a vedere riconosciuta la sua unione), ai colleghi di ufficio che - colpo di fulmine - si sono innamorati e in un attimo si sposano con tutti i crismi, in chiesa, con il riso, i confetti, centocinquanta invitati e il viaggio di nozze e lo si capisce già che vivranno felici e contenti per tutta la vita.

Se ci guardiamo intorno, se leggiamo i giornali, se parliamo con le persone che incontriamo, ci accorgiamo che la famiglia è cambiata. Le separazioni sono all'ordine del giorno da parecchi anni ormai ma il cambiamento sociale che le separazioni hanno provocato è, forse, davvero evidente soltanto adesso.

Figli che vivono con la mamma e il fine settimana o ogni quindici giorni stanno con il papà, figli che vivono a casa della mamma e del papà a settimane alterne, figli che stanno sempre nella loro casa e vedono i genitori a settimane alterne.

Nuovi compagni e compagne di donne e uomini con figli, nuovi compagni che hanno a loro volta figli da precedenti matrimoni. Nuove coppie che decidono di vivere insieme con i figli di uno dei due o di entrambi, nuove coppie che decidono di vivere in case diverse per non turbare equilibri faticosamente raggiunti.

Figli di seconde o terze unioni. Figli che vivono anche le seconde o terze separazioni.

Si potrebbe continuare con altre varianti. Vorrei includere nelle nuove famiglie anche le coppie gay, in qualche caso (ancora rari in Italia) con un figlio.
Una rivoluzione di cui siamo tutti più o meno consapevoli protagonisti e su cui dobbiamo riflettere. Un cambiamento che ha trasformato e diversificato il concetto di famiglia rende necessaria una nuova educazione ai sentimenti. L'ipotesi di una famiglia diversa da quella tradizionale deve essere interiorizzata, fin da bambini, non come un accidente, peggio ancora un fallimento, ma come una possibilità che può verificarsi e per la quale bisogna essere attrezzati e preparati così come si pensava che si dovesse essere preparati alla costruzione e alla tenuta di un nucleo tradizionale.

I litigi, le ostilità, le rivendicazioni sono all'ordine del giorno, dicono. Sono anche la conseguenza di un'idea che non regge più, che la famiglia debba avere un'unica forma e che al di là di questa ci sia solo un territorio di dolore e di scontro, di gelosia e di rivalità.

La famiglia allargata, quando si riesce a superare questo pregiudizio e si riescono a mettere in atto nuovi comportamenti, è una risorsa. Una nuova comunità con più figure di adulti, più punti di riferimento per i figli, è un sistema complesso, e perciò delicato, che funziona se si riesce a mettere in pratica una sorta di democrazia dei ruoli, se si tiene conto della molteplicità dei punti di vista. È facile allora che la famiglia allargata sappia allargarsi ancor di più includendo altri nuclei, altri soggetti.

L'insicurezza e la crisi che sono i temi di questi ultimi anni hanno accresciuto l'esigenza di protezione, di calore, di far comunità. Io credo inoltre che la presenza nelle nostre città di nuclei famigliari di nuovi cittadini che hanno molto forte il senso della comunità ci abbia messo di fronte alla solitudine dei nostri recinti.

Scrivendo il romanzo Famiglia: femminile plurale ho attinto anche a un materiale autobiografico, un piccolo scorcio della mia famiglia allargata è visibile su Youtube (Famiglia allargata? Si può fare).

Nina, la protagonista, si muove all'interno di una famiglia costituita al terzo matrimonio, con i figli delle precedenti unioni e con un figlio nato dal nuovo matrimonio. Nina si sposa per tre volte, la prima volta spinta dalla sua famiglia, la seconda volta spinta da un sentimento che riteneva maturo, la terza volta quasi a cinquant'anni pensando " speriamo sia per sempre".

 

La famiglia allargata è una gran fatica, le gelosie e i motivi di contrasto sono sempre in agguato, la gestione di molte relazioni richiede pazienza e a volte creatività. Però… si può fare.

 

L'autrice di questo testo è Emilia Marasco, che ha da poco pubblicato con Mondadori il libro Famiglia: femminile plurale

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