Libri in cucina: Joia, i nuovi confini della cucina vegetariana 

I piatti di Pietro Leemann sono una sorpresa per gli occhi come per il palato. Ogni dettaglio, persino il nome, è curato nei minimi particolari, come un abito di alta moda

 - 26 Gennaio 2009
Tag: libri, ricette, cucina

I piatti di Pietro Leemann sono una sorpresa per gli occhi come per il palato. Ogni dettaglio, persino il nome, è curato nei minimi particolari, come un abito di alta moda. Nelle pagine del libro "Joia, i nuovi confini della cucina vegetariana" (Giunti) una carrellata di immagini, cibo per gli occhi, una sfilata di sapori.

"Per qualcuno, mangiare è semplicemente un atto primario. Per me, invece, è un qualcosa di molto più articolato. Un po' come un viaggio: ha una valenza liberatoria, permette di scoprire nuovi elementi che arricchiscono e, al tempo spesso, purificano", racconta Pietro Leemann.

Dalla sua cucina è bandita la carne, ma convivono tradizioni di Paesi diversi: "Sono stati sicuramente preziosi. Ho visitato l'India, vissuto in Cina e Giappone e lavorato con la cucina francese in Svizzera. Ho cercato di prendere gli aspetti in cui queste tradizioni riescono a eccellere. In Francia, ad esempio, sono maestri delle salse. Dal Giappone, invece, ho imparato il taglio del pesce, così come l'abitudine di separare fisicamente i cibi nel piatto".

Da questo deriva l'originalità delle sue ricette? "La mia non è, come si dice in gergo, una cucina fusion: che vuole cioè sintetizzare tradizioni diverse. Prendo ispirazione da ciò che considero più valido, ma il gusto di fondo resta sempre di stampo mediterraneo".

Titolo   Joia

Sottotitolo     I nuovi confini della cucina vegetariana di Pietro Leemann

Editore   Giunti Editore

Collana   Grandi cuochi

Pagine   192

Prezzo   euro 25

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