Mickey Rourke, li fa piangere tutti 

Mickey Rourke è un nome che non si sentiva da tempo. Dai fasti di 9 settimane e ½. Ora è tornato, sul tappeto rosso di Venezia con il suo anziano cagnolino dal quale non vuole separarsi perché dice, potrebbe morire da un momento all'altro. La proiezione di The Wrestler ha ridotto in lacrime commosse l'intero pubblico.

di Laura Carcano  - 08 Settembre 2008

E se il solo modo di vivere davvero questa vita, di farlo pienamente, fosse toccare il fondo per poi risalire?

Questa è una storia di autodistruzione e decadenza che a Venezia ha fatto commuovere tutti.

Il Leone d'Oro è andato al film The Wrestler. Il premio come migliore attore - non me ne voglia il vincitore Silvio Orlando - sarebbe dovuto essere di Mickey Rourke, che interpreta un lottatore sfatto, tragico e toccante. Uno che si fa la tinta davanti allo specchio e si depila tra i tremori dell'astinenza. Mickey Rourke è un nome che non si sentiva da tempo. Dai fasti di 9 settimane e ½ quantomeno, era l'anno 1986. All'apice del successo Mickey decise di lasciare il cinema per dedicarsi alla carriera di pugile. Aveva le tasche piene di soldi e fan innamorate del suo sorriso. Frequentava mezzi mafiosi e spacciatori. Sul ring prendeva molti pugni. Altri colpi se li assestò da sé, con l'abuso di alcol e droga. In pochi anni si ritrovò trasfigurato. Zigomo, lingua, naso, denti, labbra: a pezzi. Ora è tornato, sul tappeto rosso di Venezia con il suo anziano cagnolino dal quale non vuole separarsi perché dice, potrebbe morire da un momento all'altro. La proiezione di The Wrestler ha ridotto in lacrime commosse l'intero pubblico. La decisione di premiare solo il film e non il suo protagonista con il Leone d'Oro ha fatto litigare per un'intera giornata la diplomatica (e forse troppo democratica) giuria. Per Mickey, ad  ogni modo, un fiume di applausi, roba da coprire il suono di quelli per Gorge Clooney, Brad Pitt e tutti gli altri messi insieme. Ora, per lui Hollywood cercherà altri ruoli di uomini persi, biografie disgustose, deprimenti. Qualcuno scriverà film per quella sua faccia tumefatta.

Toccare il fondo e risalire. Forse non è il miglior modo di vivere, ma non è nemmeno poi così male.

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