Miti 2.0: il mito di Internet 

 

Internet dovrebbe darci nuove opportunità di lavoro. La rete dovrebbe rendere il nostro quartiere più vivibile mettendoci in contatto con i vicini. Il web dovrebbe mandare in soffitta corruzione e burocrazia, in virtù della trasparenza e del libero accesso. La rete ci salverà, insomma. Lo sappiamo, lo speriamo. Lo leggiamo nei titoli di giornali, ce lo ripetono televisioni e movimenti politici. Ma è davvero così? Quando è nato il Mito di Internet redentore?

«Ci sono delle ragioni ben precise per cui la gente si aspetta così tanto dalla rete, e la metafisica della rete è l’ultima che la nostra epoca si concede» spiega Francesco De Collibus, autore de Il Mito di Internet per Societing.org. «Ucciso e sepolto Dio già a fine Ottocento, derubricato il sesso a scambio idraulico tra umani consenzienti, gettate via le grandi ideologie nello scatolone di una banca d’affari fallita, o tra le macerie di un muro a Berlino, abbiamo deciso di genufletterci a quella arcana quaterna di numeri da 0 a 255 meglio nota come indirizzo IP».

Sono gli anni Novanta del secolo scorso. Quattro fattori si intrecciano causando la genesi del mito 2.0 della rete: un immaginario preparato, un marketing martellante, nuovi modelli di software per la società dell’accesso e una generazione di CyberUtopisti. “La cosa bella fu che in quegli anni, il mondo non cambiò affatto. I popoli anziché parlarsi su scala planetaria, continuarono a massacrarsi tra vicini di casa, come a Sarajevo, e Internet aveva una penetrazione trascurabile, la tecnologia semplicemente non era ancora matura”, continua De Collibus. Come siamo arrivati dunque alla copertina dell'uomo dell'anno 2006 secondo Times? Quali effetti concreti ha avuto la diffusione della rete sull'economia? E sulla politica? «Quindi cosa vuole salvare il Web? Di certo non ha salvato noi. Ma ecco il trucco, il Web non è qui per salvare nessuno. La rete - mai vocabolo fu più onesto - è appunto una federazione. Di cose, persone, valori e idee che si trovano a coesistere su uno spazio tecnologico comune. Provate a guardare il retro del vostro tablet: se va bene c’è scritto il numero di serie, mica che renderà il mondo migliore». Suggerisce De Collibus «Smettiamo di attendere la salvezza della rete e, comprendendo la sua vera struttura, cerchiamo di approfittare della sua natura federativa per entrare come soggetti intelligenti e propositivi».

Scarica gratuitamente sul sito di Societing il Mito di Internet.

L'autore

Francesco M. De Collibus (Pescara, 1979) laureato in filosofia ed in informatica, lavora come Solution Architect per una grande multinazionale dell’Information Technology. Attivo sulla scena della satira Web, ha pubblicato il romanzo BNG -BiancoNeroGrigio (Bastogi,1999), la raccolta “Monti ha Fatto Pagare l’Iva a Chuck Norris” (Aliberti, 2012), e il saggio “Blitzkrieg Tweet - Come farsi esplodere in rete” (Agenzia X, 2013). Attualmente, assieme a Raffaele Mauro, sta lavorando a un saggio sul Bitcoin e gli strumenti di finanza alternativa.

Societing:

Societing è una realtà culturale che raccoglie un gruppo di ricercatori, attivisti, manager e studiosi che si dedicano alla ricerca di nuovi paradigmi economici e sociali per trovare delle soluzioni, basate sulla sostenibilità e sulle possibilità che offrono le nuove tecnologie, alla crisi attuale. Per fare tutto ciò il gruppo di Societing cerca forme interdisciplinari di pratica e di ricerca che comprendano la social enterprise, l’innovazione sociale, l’economia peer-to-peer, la sostenibilità, i social media e la finanza innovativa.

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