Multitasking? No grazie. Impara a fare una cosa alla volta

Credits: Corbis
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Scaricare la posta dall’iPad mentre leggiamo le news sul pc e parliamo al telefono con la babysitter, invecchia il cervello. E, dicono le ultime ricerche, rende anche meno efficienti. Uno studio della University of London ha calcolato che fare più cose contemporaneamente alla lunga riduce il quoziente intellettivo di 15 punti.

«Molte donne, chiamate a dividersi tra lavoro e famiglia, oggi si sono abituate a vivere così» osserva la psicoterapeuta Eliana Lamberti. «Ma se si fermassero un attimo a riflettere, si renderebbero conto di quante volte durante il giorno la loro memoria vada in tilt: quando scrivono perdono il filo del discorso, mentre parlano all’improvviso smarriscono la logica alla base del ragionamento» dice l’esperta. «In pratica, dimenticano quello che hanno fatto prima e quello che devono fare dopo».

E questo perché il multitasking impone alla mente un superlavoro che produce risultati modesti e imprecisi.

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Cominciamo dalla cattiva notizia: fare più cose contemporaneamente accorcia la memoria, aumenta lo stress e abbassa il quoziente di intelligenza. Ora ti diamo la buona: per convincere il tuo cervello a “pensare slow” bastano 66 giorni e 5 nuove abitudini

Più che una qualità, un’abitudine rischiosa. L’Università del Sussex ha condotto una ricerca su 75 persone multitasker e poi ne ha studiato il cervello con la risonanza magnetica. Risultato: l’area della corteccia anteriore, quella che elabora le emozioni, era più spessa del normale. Non a caso, queste persone si definivano ansiose e stressate.

Impariamo a correggere le cattive abitudini che il multitasking ci impone. Fra tutte, la dipendenza da smartphone, tablet e dispositivi digitali

La categoria multitasker per eccellenza: le mamme lavoratrici

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