Le soluzioni alle ‘psicotrappole’

Credits: Corbis
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Quante volte vi è capitato di ritrovarvi in situazioni già vissute, in pasticci già visti, di rifare errori già commessi cui avevate detto “Non accadrà mai più” o di farvi raggirare da persone che manipolano a loro piacimento? Diciamoci la verità: il più delle volte siamo proprio noi il peggior nemico di noi stesse. La mente umana talvolta si rivela un vero e proprio boomerang: tanti i buoni propositi che si pensa di poter mettere in atto, ma davvero poche le volte che effettivamente si riescono ad attuare. E tutto ciò significa sofferenza e dolore. Si va incontro a trappole da cui è difficile liberarsi. Difficile, ma non impossibile. Ecco allora cinque esche (o meglio psico-esche) che si possono riconoscere e affrontare a testa alta.

Oggigiorno si fa molta fatica a fidarsi delle persone che ci circondano. Ma la diffidenza non si trasmette solamente a parole, ma anche con il corpo e la gestualità, con il viso e con lo sguardo e, il più delle volte, quando si dimostra questo tipo di atteggiamento, si finisce con l’essere ripagati della stessa moneta perché le affinità tra le persone non sono razionali, ma scaturiscono da un insieme di sensazioni.

Ecco allora che bisogna saper cogliere alcuni segnali negli altri, essere aperti a nuovi incontri, dimostrarsi disponibili anche quando “l’altro” non è poi così amichevole e soprattutto cercare di essere sempre gentili. Un vecchio detto dice ”Ammazza i tuoi nemici di cortesia”: vuol significare che la gentilezza è la migliore arma.

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Il più delle volte siamo proprio noi il peggior nemico di noi stesse e la mente umana si rivela un vero boomerang

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