Quando i genitori ti segnano la vita 

Sandra Petrignani ha scritto "Dolorose considerazioni
del cuore". Un romanzo forte, toccante. Lidia
Ravera l'ha letto e qui ci racconta la sua commozione

di Lidia Ravera  - 02 Febbraio 2009

«Torno a cercare un punto di equilibrio fra due poli: le fredde osservazioni della mente e le dolorose considerazioni del cuore». Così finisce il conciso, malinconico e affascinante romanzo Dolorose considerazioni del cuore (edizioni Nottetempo), in cui Sandra Petrignani, giornalista ma soprattutto scrittrice, rivolgendosi a una amica ritrovata dopo una di quelle separazioni «per futili motivi» che spesso segnano i «rapporti fra donne», racconta le età della sua vita.

Lo stile è quello intenso e lieve, crudelmente sincero, delle confidenze: quando, a tarda sera, davanti a una persona che senti simile e dalla quale quindi non ti devi difendere, getti la maschera delle tue adulte sicurezze e ti liberi dei tuoi pensieri su te stessa. Parli, e il passato prende forma: l'infanzia, pullulante di adulti spietatamente distratti che non si accorgono mai di niente, né dell'angoscia al primo giorno d'asilo né del desiderio d'essere vista da un padre seduttivo e assente o amata da una madre triste, tutta gelosia e sconfitte. La giovinezza, occupata da amori voraci ma intercambiabili, perché unificati da quella unica, urgente funzione: riempire un vuoto, medicare la ferita dell'infanzia. E finalmente, con la maturità, che è il punto di vista del libro, il presente: un deserto di straziante bellezza.

L'io narrante, 50enne, si trova a dover gestire, comprendere e sopportare la vecchiaia degli dei che hanno ferito la bambina del passato, condizionando la ragazza e la donna. La madre è quasi demente, il padre, ancora lucido, recita una forza che sta scomparendo. La compassione, come un amore finalmente reale, illumina di vera poesia pagine di puntiglioso realismo.

A costringere Dolorose considerazioni del cuore in una categoria alla moda, si potrebbe parlare di "autofiction", dove gli scrittori, mescolando verità e invenzione, parlano di sé fuor di metafora. Ma Petrignani, come Lalla Romano prima di lei, evocando il suo dolore particolare arriva dritta al nostro, universale. E, molto razionalmente, ci commuove. Anche perché è una donna?

Autrice di questa recensione è la scrittrice Lidia Ravera. L'ultimo suo romanzo è Le seduzioni dell'inverno (Nottetempo)

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