Impara a gestire lo stress con il training autogeno

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    AFFRONTA IL TUO STRESS

    Hai mai provato il training autogeno? Si tratta di una tecnica di rilassamento sviluppata negli anni Trenta del Novecento dallo psichiatra tedesco Johannes Heinrich Schultz. Dopo aver studiato l'ipnosi, infatti, il medico iniziò a elaborare un metodo in grado di rendere autonomo il paziente durante il processo di rilassamento. Abbiamo chiesto a Elisabetta Sedda, naturopata con studio a Ravenna, un consiglio per conoscere meglio questo approccio, che può risultare molto utile per combattere ansia e stress: «In un certo senso il training autogeno è la versione occidentale della meditazione orientale. Chi è nato in Paesi lontani da queste tradizioni qualche volta mostra difficoltà a integrare la pratica meditativa nella vita di ogni giorno. Al contrario imparare a concentrarsi e rilassarsi con il T.A. può risultare più affine alla nostra esperienza e dare buoni risultati». Ecco qualche spunto per iniziare.

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    RILASSARSI CON LA VOCE

    «Messo a punto dal medico tedesco Schultz, gli effetti del training autogeno sono stati valutati tramite tac e negli anni hanno mostrato risultati importanti» spiega l'esperta: «Ciò che andiamo a realizzare è una forma di rilassamento guidata dalla parola. Attraverso la voce di chi guida perveniamo a uno stato di calma profonda: seduta dopo seduta scopriremo come accedere a questo luogo di pace, situato nel nostro mondo interiore, in modo sempre più semplice e automatico, fino a diventare completamente indipendenti nel processo di rilassamento». Gli esercizi di training autogeno, infatti, possono essere replicati a casa propria  gestiti in modo autonomo. Quanto tempo è necessario per diventare esperti? I risultati variano da caso a caso, tuttavia è necessario prendere un impegno con se stessi. «Allenarsi al rilassamento richiede una certa costanza. In genere  per imparare a gestire le situazione di stress in modo efficace e completamente autonomo sono necessarie almeno tre sedute alla settimana per sei mesi».

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    PESANTEZZA E CALORE

    Grazie alla voce arriviamo a toccare corde profonde del nostro stato emotivo, utilizzando il corpo come strumento con cui realizzare un'esperienza personale, intensa e coinvolgente. Elisabetta Sedda spiega: «Durante una seduta di training autogeno all'inizio cerchiamo di concentrarci su uno stato di pesantezza, che corrisponde al rilassamento profondo di tutta la muscolatura. Nominando le diverse parti del corpo, iniziamo a percepire una sensazione di abbandono progressivo che, gradualmente, verrà trasformato in una una sensazione crescente di calore. La persona, infatti, viene aiutata nel cercare di sentire il calore nella parte su cui ci si concentra». Durante l'esercizio della pesantezza i muscoli striati e lisci iniziano a rilassarsi, mentre nella seconda fase, l'esercizio del calore, si verifica una vasodilatazione periferica che porta a un aumento del flusso sanguigno».

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    PERCHÉ PROVARE IL TRAINING AUTOGENO

    In quali ambiti è possibile applicare il training autogeno? «Gli esercizi di T.A. costituiscono una risorsa efficace e possono essere rievocati ogni volta che sentiamo arrivare momenti di stress e ansia. Inoltre, questa tecnica risulta utile nei casi di bruxismo, cefalea del week end cervicalgia, insonnia, dolori muscolo tensivi, ansia, attacchi di panico e per tutte patologie che risentono di stress accumulato» spiega l'esperta, che aggiunge: «Senza rendersene conto, molte persone nei momenti di tensione smettono di respirare, oppure contraggono la muscolatura. Grazie agli esercizi mirati andiamo dritti al problema e ristabiliamo un equilibrio a livello fisico e mentale». Attraverso il training autogeno impariamo a gestire meglio le emozioni e trovare uno spazio a livello interiore in cui ritrovare la connessione con noi stessi.

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    RILASSARE CORPO E MENTE

    «Sviluppare un'immagine positiva contribuisce a cambiare i nostri schemi mentali e ci aiuta a trovare nuovi modi per reagire agli eventi» spiega Elisabetta Sedda. Attraverso l'esercizio del respiro, del plesso solare, del cuore e della fronte fresca si realizza uno stato di benessere profondo, i cui effetti sono visibili a lungo termine. Quando rilassiamo il diaframma e impariamo a respirare in modo più consapevole, scopriamo una connessione profonda con il corpo e una via di accesso alle emozioni, che è possibile utilizzare in ogni momento della vita quotidiana. Esercitarsi nel T.A. non significa indurre uno stato di rilassamento attraverso la suggestione, bensì coinvolgere i muscoli e il sistema nervoso, interagendo con il livello neurofisiologico, attraverso il quale avviene una modifica nella risposta emozionale che il soggetto mostra di fronte a un evento stressante. Le ricerche attuali delle neuroscienze dimostrano che il cervello umano ragiona soprattutto per immagini, ecco perché sviluppare a livello mentale una rappresentazione visiva in grado di giocare con i colori e con le nostre emozioni può avere un valore trasformativo potente e cambiare il modo in cui pensiamo noi stessi e il mondo.

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I consigli dell'esperta per combattere stress e ansia con i metodi naturali

 

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