Se dovessi vincere una medaglia alle Olimpiadi, mi metterei pure in mutande 

Manuel De Vecchi, 28enne, rappresenterà l'Italia pedalando nella BMX alle prossime Olimpiadi. Le sue sono giornate tra allenamenti, una fidanzata, e ancora allenamenti...

di Francesco Neri  - 23 Luglio 2008

Il BMX (abbreviazione di Bicycle Motocross), sarà sport dimostrativo alle prossime Olimpiadi di Pechino. Manuel De Vecchi, 28enne veronese, sarà l'unico rappresentante dell'Italia. Lo abbiamo intervistato al telefono mentre sta completando la sua preparazione al Centro Olimpico di Aigle, in Svizzera.

Come hai iniziato a correre in BMX?

Ho cominciato nel 1988, per caso. Avevo 8 anni e mio nonno mi ha portato a vedere una gara di BMX a Verona. È stato amore a prima vista e da lì ho iniziato.

È stato un caso anche diventare un olimpionico?

Non proprio (ride). Da quando nel 2005 è stato annunciato che il BMX sarebbe diventato una specialità olimpica parteciparvi è stato il mio principale obiettivo. Ho cominciato una lunga preparazione in vista di Pechino, anche se tutto avrebbe potuto concludersi in un niente di fatto.

Cosa vuoi dire?

La partecipazione alle Olimpiadi è ovviamente a numero chiuso e lo è ancora di più nel BMX che in questa edizione è uno sport dimostrativo. I nomi di chi avrebbe partecipato sono stati decisi in base ai risultati dei Campionati del Mondo, a inizio giugno. Io sono arrivato in semifinale e mi sono aggiudicato il biglietto per Pechino. In effetti è stata una bella scommessa, anche perché nel BMX ci si gioca tutto in 30 secondi (durata di una gara n.d.r.). E' sufficiente il più piccolo errore per buttare via un anno di preparazione.

Si può ancora affermare che le Olimpiadi sono l'evento più importante per uno sportivo?

Sì, assolutamente. Una volta che uno sport diventa olimpico il titolo mondiale non conta più nulla. Nelle altre discipline, tradizionalmente olimpiche, molti atleti scelgono di non partecipare ai mondiali per arrivare al massimo della forma ai Giochi.

Com'è cambiata la tua vita dopo la convocazione olimpica?

C'è stato sicuramente un aumento di interesse nei miei confronti sia da parte dei mass media sia da parte del comune di Verona che mi ha spesso invitato a partecipare a vari eventi in qualità di ospite prestigioso.

Ci racconti come si svolge la tua giornata tipo?

Sveglia alle 8.30. Dalle 10.30 alle 13 allenamento in BMX. Il pomeriggio passo po' di tempo con la mia ragazza e poi mi alleno per altre 3 ore durante la sera.

Visti i ritmi credo si possa tranquillamente affermare che vivi di questo sport.

Solo nell'ultimo anno e grazie agli sponsor che mi stanno dando una mano enorme. Prima dovevo dividermi tra lavoro e allenamento e i risultati non erano gli stessi.

Una bella responsabilità. Immagino dunque che in questo ultimo anno tu ti sia imposto un serio rigore alimentare e di vita.

Il rigore alimentare fa parte della vita dello sportivo e il BMX non fa eccezione. Per quanto riguarda la vita, quando torno a casa dall'allenamento serale sono talmente stanco che di uscire non se ne parla proprio.

Sei tranquillo in vista dell'appuntamento Olimpico? In fin dei conti sulle tue spalle pesano parecchie aspettative.

Sì, ho la tranquillità di chi sa di aver fatto tutto il possibile per essere pronto.

Ti vedremo dunque in TV il 21 agosto. Se Paola Pezzo ha vinto mostrando la scollatura, tu dovrai come minimo tagliare il traguardo a torso nudo...

Se dovessi vincere una medaglia, mi metterei pure in mutande, altro che torso nudo!

A parte il BMX, ci consigli qualche altro sport da guardare durante le prossime Olimpiadi?

Il tennis tavolo, lo adoro. Se avrò tempo andrò pure a vederlo dal vivo.

Uno da non guardare?

Il calcio che non c'entra nulla con gli altri sport olimpici. È l'unico sport che non ha bisogno di una vetrina.

In bocca al lupo!

Crepi!

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