Lavoro e social network 

I consigli per candidarsi per un nuovo impiego in versione 2.0

 - 07 Novembre 2012

Avete mai inserito il vostro nome nella barra di ricerca Google? Sicuramente sì.

Cos’è che avete notato nella pagina risultato della ricerca? Se siete utenti Facebook o LinkedIn, il motore di ricerca di sicuro vi avrà trovato.

È un indice veloce della VISIBILITÀ che, con buona pace della privacy, ad oggi è garantita sul web dall’esistenza e diffusione di un fenomeno che si chiama social network. Visibilità. La possibilità di essere percepito, l’esposizione all’attenzione altrui.

Un aspetto importante nella ricerca di un lavoro. Perché proporci per un posto di lavoro oggi, significa invariabilmente candidarci in versione 2.0.

A livello internazionale, ad avere oggi un account di LinkedIn, il business social network per eccellenza, sono più di 100 milioni di persone.

FACEBOOK si è invece incentrata più sulle relazioni personali e di amicizia, ma ciò non esclude che anche in questo network sia possibile offrire - e trovare - facilmente un lavoro… La sola Italia nel 2012 ha un bacino di circa 15 milioni di utenti attivi.

Questi numeri sono oro per il mercato, per l’advertising, per le aziende. E dove sono le aziende dobbiamo essere anche noi. Perché anche le aziende, e qui il cerchio si chiude in positivo, scelgono i social network, forte di un successo di utenti, per attivare nuove relazioni, scambiare informazioni, individuare figure professionali d’interesse strategico per l’azienda.

LA RICERCA DI UN NUOVO CANDIDATO tramite reti di conoscenza e di contatti si estende allora nel 2.0. Ed i social network non sono altro che la declinazione online della nostra rubrica, o dell’archivio dei biglietti da visita un tempo sparsi sulla nostra scrivania.

LA RICERCA DI UN NUOVO LAVORO per il 75% circa delle persone avviene tramite passaparola. È anche per questo che non può che trovare terreno fertile nei social network, luoghi di scambio e di partecipazione per eccellenza.
Oggi, non essere su Facebook decreta l’isolamento da una nuova, effervescente ed infinita rete di contatti online. E da un’ottima vetrina per presentare sé stessi. Questo è tanto più valido per Linkedin, che contiene informazioni professionali estremamente importanti per un’azienda che sta valutando un candidato.

Attenzione: non basta rendersi visibili. La differenza la fa anzitutto il posto in cui decidiamo di farci trovare. Il modo in cui attendiamo un eventuale selezionatore. E quello che scegliamo per accoglierlo. Serve un cv 2.0 dove noi siamo il nuovo brand da promuovere. Saper utilizzare i social network, professionali e non, in questa chiave può allora rivelarsi un’arma vincente per superare filtri solitamente fuori dalla nostra portata e mettere in luce la nostra esperienza, la voglia di far carriera magari.

Regola numero 1: disporre un ben definito PROFILO SUL WEB. In Italia, anche le società di recruiting e le aziende (le stime parlano addirittura di un’azienda su tre) stanno cominciando ad utilizzare i social network professionali. Scelgono il web per pubblicare offerte di lavoro, ma anche per visionare curricula e per verificare referenze.

Oltre al cv 2.0, può essere decisamente utile aver creato anche un PERSONAL SITE E/O BLOG, che preveda discussioni aperte attraverso temi che potrebbero portarci a contatto interattivo con gli stake holder di riferimento. Così potremmo veicolare il nostro Talento.

Importante, e torniamo a quella HOME PAGE BIANCA DI GOOGLE dietro la quale ci attende una rete ricchissima di possibilità: mai sparare a zero. L’invio del cv deve essere mirato. Questo presuppone garanzia di completezza di informazioni da parte nostra (sia per quel che riguarda il nostro cv che la nostra social reputation). Detto questo, si sfruttino pure tutte le cartucce – e dunque i canali – disponibili, social network in testa. Accettando l’istanza di partecipazione attiva che questi ci richiedono.

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