Tecnologia tenerona per colmare la distanza 

Sapete cos'è una Hug Shirt? Dovreste provarne l'abbraccio prima di dire che le tecnologie sono fredde e senza cuore...

di Giulia Blasi  - 28 Luglio 2008

Le storie a distanza sono sempre esistite. Quella di Abelardo ed Eloisa ci ha lasciati con uno struggente carteggio. Altre si sono consumate nell'attesa di un ritorno da paesi lontani, dove si emigrava per sfuggire alla fame: chi scrive discende da una famiglia di emigranti, dove i figli erano sei e non dodici solo perché lui era andato in America (o almeno, così diceva la mia bisnonna, senza nascondere il sollievo). E anche ora, complice la facilità di comunicare da distanze considerevoli e l'esistenza dei voli low-cost, non sono poche le coppie che si formano anche fra persone che vivono in luoghi lontani.

Il più grande strazio, per i pendolari dell'amore, è la mancanza di contatto fisico. Una carenza a cui non è stato finora possibile rimediare, a meno di ricorrere a una clausola di infedeltà autorizzata per ragioni fisiologiche. Carenza a cui la tecnologia cerca di rimediare: CuteCircuit (http://www.cutecircuit.com/), un'azienda di stanza a Londra e nata dall'incontro italiano di Francesca Rosella e Ryan Genz, entrambi titolari di un Master in Interaction Design, ha inventato la Hug Shirt (http://www.cutecircuit.com/projects/wearables/thehugshirt/). Cos'è? Dirlo è semplice:è una maglietta in grado di registrare tramite sensori la sensazione di un abbraccio, e di inviarlo come sms a un telefono cellulare. Che a sua volta lo trasmette via bluetooth ai sensori della maglietta corrispondente, che riproducono calore, vibrazione, intensità e durata dell'abbraccio. La maglietta si può anche lavare: i sensori sono rimuovibili, come anche gli "smart pads" che trasmettono le sensazioni, applicabili anche ad altri capi d'abbigliamento. La maglietta è anche carina, il che non guasta affatto, ma del resto Francesca ha lavorato per Valentino: il pedigree di classe si vede. La Hug Shirt dovrebbe essere disponibile nei negozi a partire da febbraio dell'anno prossimo: costerà come un iPod, ma dovrebbe dare molta più soddisfazione.

Chi invece vive tutto il giorno attaccato al PC ha moltissimi modi per comunicare con l'amato. I più tradizionali (instant messaging, Skype, videochiamate) sono ormai utilizzati dalla stragrande maggioranza degli amanti lontani. Per chi vuole raggiungere un grado d'intimità ancora maggiore ci sono i Virtual Intimate Objects (http://sourceforge.net/projects/intimateobj/ )(Oggetti Intimi Virtuali), che non sono quello che pensate voi, maliziose. Si tratta di una piccola applicazione, sviluppata da un gruppo di laureati del MIT di Boston, che accende un puntino colorato nella barra di navigazione dei due innamorati. Cliccandolo quando ci si pensa, il puntino diventa sempre più rosso, mentre scolora fino a diventare blu se non viene cliccato. Una versione di "Mi pensi? Ma quanto mi pensi?" per geek, anche perché al momento il progetto è ancora in fase di sviluppo, e l'installazione è tutto meno che intuitiva. Del resto, uno dei paesi con più alta incidenza di telefonini pro capite può ancora fare ricorso ai messaggini per comunicare lo stesso sentimento.

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