Un tour al profumo di spezie 

Adesso si può viaggiare rimanendo in città. Basta dirigersi verso il quartiere multietnico di Porta Palazzo a Torino. È come fare il giro del mondo, senza prendere aerei, e tornare a casa con le valigie cariche di spezie

di Annalisa Piersigilli  - 13 Marzo 2008

Tutto un altro pianeta insomma, che il "gastronomade" Chef Kumalé, scrittore e giornalista esperto di world food, invita a esplorare partecipando a uno dei suoi EAThnic walk tours. Il gioco di parole tra "to eat" (mangiare) e "ethnic" (etnico) è chiaro. Si tratta di vere e proprie visite guidate per le viuzze di un rione che è un melting pot di Paesi, culture e cibi diversi da assaggiare.

L'idea è nuova, ma già sta facendo tendenza in moltre altre città europee. A Londra per esempio ci sono i Gastro Soho Tours: conducono nel quartiere cinese di Gerrard Street e in quello indiano del West End. A Parigi i percorsi alla "Découverte des saveurs d'ailleurs" (Alla scoperta dei sapori degli altri) perlustrano Passage Brady, una piccola India che profuma d'incenso, legno di sandalo e riso basmati, e China Town, che pullula di take away laotiani, cinesi, vietnamiti e cambogiani.

Ma torniamo a Porta Palazzo, dove le esperienze nuove da provare in compagnia di Chef Kumalé sono tante. Sorseggiare un tè con foglie di menta fresca in una caffetteria araba o assaggiare una fetta di aish baladi, il tipico pane egiziano senza lievito, appena sfornato. E mentre nell'aria si diffondono le note del famoso cantante algerino Cheb Khaled, ogni momento è buono per rilassarsi fumando il narghilè o vivere l'emozione di un bagno turco in un vero hammam, quello del centro culturale italo arabo Dar al Hikma.

Come dice Chef Kumalé: "Sembra di essere a Marrakech, invece questa è Torino". Dal Marocco alla Cina il passo è breve. E allora ci si perde tra le bancarelle dei contadini con gli occhi a mandorla che espongono orgogliosi le loro zucche serpente e fagiolini chilometrici. Anche il Vietnam e la Thailandia fanno capolino a Porta Palazzo, dove dalle cucine dei ristoranti arrivano odori mai sentiti prima di zuppe fumanti, a base di coriandolo e lemongrass (citronella).

Infine il Senegal che rivive vicino ai palazzi del Balon, un tempo luogo d'incontro dei rigattieri torinesi. Qui il sabato, giorno di mercato, la giornata scorre al ritmo di djembé, il tamburo a calice di origine africana, e delle contrattazioni dei venditori ambulanti che offrono manioca, peperoncini canì e mettono ordinatamente in mostra le maschere tribali del Burkina Faso.

Le visite guidate si svolgono un sabato al mese fino a ottobre; le prossime date in programma sono il 22 marzo e il 12 aprile. Durano tre ore (dalle 9.30 alle 12.30) e costano 15 euro a testa, degustazioni itineranti comprese.

Per informazioni e prenotazioni: chef@kumale.net, www.ilgastronomade.com.

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