Intervista a Joumana Haddad, la scrittrice araba che infrange i tabù - foto 3
10 novembre 2009
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Credits: Hayat Karanouh
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Federica Zoja intervista Joumana Haddad
Joumana, Lilith è tornata. Per chi lo ha fatto? Chi ha più bisogno della sua figura? e dove, in Occidente o nel mondo arabo?
È tornata perché c'è bisogno di lei in entrambi i mondi, se così si può dire, per le donne e per gli uomini. Credo, infatti, che la crisi di identità dei due sessi e le difficoltà nei rapporti fra uomini e donne caratterizzino sia il cosiddetto Occidente che il mondo arabo. La donna deve ancora guadagnare a pieno la propria libertà: quella araba è spesso oppressa, impotente, accondiscendente e passiva come le viene imposto. Ma anche quella occidentale, forse quella italiana più di tutte, non è libera. Riceve messaggi fuorvianti. Le viene detto: "Ormai sei emancipata, hai tutti i tuoi diritti", ma non è così. È altrettanto passiva, benché si tratti di una passività di lusso. Si compiace di sé, ma ha una visione di se stessa distorta, formata attraverso lo sguardo maschile. Io non lo nego: se i diritti delle donne non sono ancora rispettati, in misura diversa a seconda della società, è colpa anche delle donne stesse. La donna è complice nel complotto verso il proprio sesso.






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