Il vibratore, simbolo della rivoluzione sessuale femminile
Se oggi pensiamo al vibratore e ai sex toys, con tutta probabilità, ci verrà in mente un congegno elettrico di forma fallica che permette alle donne di raggiungere l'orgasmo con facilità, indipendentemente dalla presenza fisica di un partner, uno strumento da utilizzare per questioni di puro piacere, il cui utilizzo richiama a una sessualità disinibita, emancipata. Come uno scettro, il vibratore è un simbolo di potere e libertà sessuale.Ma è curioso notare come l'invenzione del vibratore sia stata ad opera di un uomo, e come il vibratore sia passato dall'essere uno dei più chiari emblemi dello strapotere dell'uomo sul corpo della donna, ad essere uno dei cavalli di battaglia - assieme alla pillola - della rivoluzione sessuale femminile.Come racconta in modo un po' romanzato e romantico il recente film Hysteria, tutto iniziò nella Londra vittoriana di fine '800 quando il dottor Mortimer Granville mise a punto quello che sarebbe diventato il primo sex toy elettrico della storia (i primi giocattoli erotici erano già diffusi nell'antica Grecia), che si rivelò assai efficace nel trattare il più diffuso disturbo femminile dell'epoca, l'isteria: una pericolosa "malattia mentale" che affliggeva buona parte delle donne, manifestandosi con sintomi come tristezza, irritabilità, pianto frequente o incontenibile rabbia. I modi in cui i medici si proponevano di curarla andavano dalle bucoliche cavalcate nei boschi alla barbarie chirurgica, ma il metodo più in voga era di certo il "massaggio vulvare", finché la paziente non raggiungeva il parossismo - vale a dire l'orgasmo - e veniva così quietata.In pratica, le donne si recavano nello studio del medico per farsi masturbare, cosa che avrebbe potuto fare a buon diritto da sole e a casa propria, se la sfera sessuale non fosse stata loro preclusa. E l'isteria, che fin da tempi antichi si credeva essere una malattia legata a un presunto malfunzionamento o un errato posizionamento dell'utero, non era altro che la manifestazione della una profonda frustrazione delle donne costrette in vite che non avevano scelto, e la manifestazione di una libido a lungo repressa, l'urlo di una sessualità zittita e negata dalla società maschilista e puritana dell'epoca (e di tutte le epoche precedenti). Così, quando nel 1883 Granville inventò il vibromassaggiatore elettrico, non sapeva che permettendo ai dottori si stancarsi di meno, e alla donne di liberarsi dall'isteria raggiungendo facilmente il parossismo, stava in realtà riconsegnando la sessualità femminile alle sue legittime proprietarie. Il processo, non fu breve: agli inizi del '900 furono prodotti i primi apparecchi portatili per uso personale (guardateli nella gallery, sono davvero terrificanti!), che venivano pubblicizzati sui cataloghi femminili per corrispondenza "come rinvigorenti e benefici per tutto il corpo", alludendo velatamente a un uso più intimo. Fu necessario aspettare gli anni '70 per vedere finalmente presentato il vibratore per quello che è: uno strumento di piacere e un simbolo della liberazione sessuale femminile, che oggi è possibile acquistare senza troppi imbarazzi, anche in sex shop per donne.L'invenzione del vibratore, raccontata in Hysteria con romantica ironia, ci spinge così a riflettere seriamente su quanto la sessualità femminile sia stata - letteralmente - nelle mani degli uomini, e a ricordare quanto sia stata svilita, denigrata e soffocata, chiamando addirittura il desiderio "disturbo mentale", trattando l'orgasmo come un farmaco somministrato "dall'alto" di una laurea, rinchiudendo il sesso nella sua componente riproduttiva. Tutto questo dovrebbe far capire, anche a noi che possiamo goderne liberamente grazie a modernissimi sex toys, quanto il sesso, il corpo e il piacere vadano trattati con rispetto, riconoscendone la dignità, la forza e il valore.
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