Il cuore grande delle ragazze
di Sophie - 28 novembre 2011
"Che cuore grande dovevano avere le donne di quel tempo? Che capacità di sopportazione avevano avuto rispetto a quello che succede oggi?" Quel tempo erano gli anni '30, e queste sono le parole di Pupi Avati per raccontare il suo ultimo film, Il cuore grande delle ragazze, nelle sale dall'11 novembre.
La storia è quella di un amore che sboccia nonostante gli impedimenti - che lui sia un farfallone, e lei la figliastra di un ricco proprietario terriero, ad esempio - e lo sguardo del regista cerca di mostrare quando, durante l'epoca fascista, le donne erano relegate al focolare domestico e rassegnate a subire le infedeltà maschili, giustificate da un bisogno fisiologico del sesso che invece alle donne era negato. Qualcuna, che trovava l'amore, per fortuna c'era, ma generalmente la vita della donna veniva sacrificata come parte del corredo nuziale a un'idelogia maschilista.
Le ragazze hanno un cuore grande, è vero, ma oggi è cambiato: le donne hanno smesso di subire un destino già segnato e soprattutto hanno imparato che la capacità amare non è un sentimento da sacrificare a un uomo, ma da dedicare soprattutto a sé stesse.











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