Perché si dice Bingo? Alla scoperta di un gioco che ha radici antiche
23/11/2011
Ti sei mai chiesta perché si dice "Bingo"? Scopri le origini di un gioco facile, divertente e alla portata di tutti. Che continua ad affascinare tutto il mondo da secoli
-
Su Glaming, il nuovo portale di giochi appena lanciato da Mondadori, puoi giocare a Bingo. Ma... ti sei mai chiesta perché si dice "Bingo"? Scopriamo insieme qualche curiosità riguardo a un gioco che ha radici lontane.
"Beano"!
Non suona bene giusto? Eppure è proprio questa la parola che le donne americane gridavano all'inizio del secolo scorso quando si accorgevano di aver finito una delle loro cartelle di quel gioco che adesso noi chiamiamo Bingo.
Questo strano nome, come si sarà capito deriva dal termine inglese "bean" poiché i numeri delle cartelle, una volta chiamati, erano coperti con dei fagioli essiccati. Per fortuna nostra, altrimenti ci ritroveremmo tutt'oggi a gridare "beano", nel 1929 un rappresentante di New York, tal Mr. Edwin Lowe, mentre era in viaggio per la Florida si fermò a una di quelle fiere cittadine e rimase incuriosito da un gioco cui alcuni uomini stavano partecipando. Gli spiegarono che era una versione alternativa del Lotto e proprio in quel momento uno dei giocatori completò la cartella e sbagliò termine esclamando "bingo"!
Edwin Lowe, da bravo uomo d'affari e in piena epoca di recessione (ricordiamo che siamo nell'anno del martedì nero della borsa a New York), capì immediatamente le potenzialità di ricavo che potevano esserci dallo sviluppo su grande scala di questo nuovo gioco, facile e divertente e quindi alla portata di tutti.
Bisognava però organizzarlo in modo che si potesse facilmente giocare allo stesso modo ovunque. Mr. Lowe si rivolse quindi ad alcuni matematici affinché creassero 6000 cartelle diverse in modo che le combinazioni di numeri delle varie cartelle permettessero un solo vincitore per ogni giocata.
Ecco come nacque il bingo nella forma in cui lo conosciamo oggi: un errore di grammatica, tempismo e un buon piano marketing!Ma anche in questo campo "Italians do it better…and first"!
Già nel 1530, infatti, in pieno Rinascimento, tra palazzi e corti in Italia si era diffuso un gioco molto simile chiamato "Lo giuoco del lotto". Questa era anche l'epoca del conformismo della Controriforma e la Chiesa Cattolica condannò duramente questo passatempo.
Tuttavia, o forse anche un po' per questo, il gioco si diffuse su tutto il territorio e alla fine del 1700 arrivò nella Francia dei Borboni con il nome di "Le Lotto". Divenne presto uno dei divertimenti preferiti dell'alta nobiltà d'oltralpe; proprio qui la cartella prese l'aspetto con il quale la vediamo oggi: spazi bianchi e numeri disposti casualmente in una griglia di tre righe e nove colonne.
Un secolo dopo il gioco arrivò anche in Germania, dove, però prese una connotazione diversa, della quale non ci si stupisce se si pensa ai luoghi comuni sull'educazione tedesca: venne infatti sfruttato come mezzo didattico per insegnare ai bambini le tabelline e allenarne la memoria!
Da allora in poi il bingo ha continuato a essere uno dei giochi più diffusi e apprezzati e, nonostante venga considerato un gioco d'azzardo, non ha mai ricevuto commenti negativi.
Ciò è sicuramente dovuto anche al fatto che viene spesso utilizzato per raccogliere fondi da chiese, scuole e altre organizzazioni senza fini di lucro.
Al giorno d'oggi si utilizzano i "generatori di numeri casuali", specialmente sui siti di bingo, per estrarre i numeri che andranno sule cartelle e assicurare la correttezza del gioco.Per registrarti a Glaming.it clicca qui
Abbiamo stuzzicato la tua voglia di giocare? Scopri le sale Bingo su Glaming
-







Intervista alla Donna Moderna del mese di Giugno: Mary
A Vulcanicamente per parlare di start up, lavoro e giovani
Animali cercano casa
Beautiful in Puglia, foto dal set
La pet gallery della settimana
Lo spettacolo della super luna nel mondo
di x